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NUOTO E CORSA/ Atleti più veloci? La causa è il fisico "ingigantito"

Il segreto dei campioni di nuoto? Sta nelle loro dimensioni fisiche, che risultano "ingigantite" rispetto a quelle del resto della popolazione

 Il segreto dei campioni di nuoto? Sta nelle loro dimensioni fisiche, che risultano "ingigantite" rispetto a quelle del resto della popolazione. Le dimensioni fisiche, come altezza e peso, sono infatti sinonimo di velocità e più il fisico è "possente" più "schizza" in acqua, e lo stesso vale per i velocisti della corsa. È quanto dimostra uno studio di Adrian Bejan della Duke University presso Durham su atleti olimpionici, in particolare nuotatori e velocisti che si sono distinti a partire dal 1990. La ricerca mostra che gli atleti che ci emozionano alle Olimpiadi si sono 'ingigantiti': nell'ultimo secolo sono più alti e di peso maggiore rispetto ai loro predecessori. Inoltre, le dimensioni fisiche degli atleti aumentano più in fretta di quelle della popolazione generale. Secondo quanto riferito sul Journal of Experimental Biology, gli ingegneri hanno correlato le dimensioni fisiche degli atleti (tra cui anche il nuotatore italo americano Matt Biondi, il nuotatore Eamon Sullivan e l'asso dei 100 metri stile libero, il francese Alain Bernard) ai loro tempi di gara: i più veloci sono sempre i più "sovradimensionati" e il corpo degli atleti che si sono avvicendati nelle gare anno dopo anno è sempre più possente. Sulla base di questa "legge del successo" in gara, gli esperti hanno anche calcolato le velocità cui dovevano correre gli 'atleti' dell'Antica Roma e anche i record futuri attesi per il 2050.

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