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CALCIOMERCATO/ Milan, Leonardo e il Diavolo nell'anno della transizione

La cessione di Kakà e un calciomercato non all'altezza preoccupano il tecnico rossonero

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CALCIOMERCATO MILAN - Il Milan esce sconfitto dalla sfida contro il Chelsea dell’ex Ancelotti, ma quel che più conta è che lo stesso Leonardo si sta accorgendo di avere a disposizione una squadra non all’altezza. Sgombriamo il campo dagli equivoci, i rossoneri non hanno giocato male il match con il Chelsea. L’analisi sulle potenzialità dei rossoneri parte da lontano, dalla cessione di Kakà. Leonardo in settimana ha alzato la voce, chiedendo di investire il denaro incassato dal Real Madrid, la risposta della dirigenza è stata «siamo al lavoro». Senza offesa per nessuno sembra, però, di essere in presenza di una disputa da compagine provinciale dove il tecnico chiede rinforzi al proprietario.

La società Milan, quando ha messo sotto contratto Leonardo, l’ha informato degli obiettivi stagionali per quest’anno di transizione: centrare la qualificazione in Champions e, magari, portare a casa un trofeo (la Coppa Italia). Il club di via Turati sa di non avere una rosa all’altezza per competere con Inter e Juve su tutto l’arco del campionato, diversamente, visto che gli undici che scendono in campo sono validi, Seedorf e compagni possono togliersi qualche soddisfazione negli scontri Champions. Leonardo non poteva non sapere, ma forse viste le pressioni dei tifosi ha preferito mettere le mani avanti. Il primo punto da muovere nei confronti del brasiliano è questo: vuole sviluppare il gioco sulle fasce, ma ha i giocatori per farlo? Il secondo, quello più macroscopico, è di natura tecnica: tutti gli uomini cercati per il reparto avanzato hanno caratteristiche diverse, non è sinonimo di un progetto confusionario?

(Luciano Zanardini)

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