BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ESCLUSIVA/ Bartoli presenta il Tour: «Contador uomo da battere, Armstrong da podio»

MICHELE BARTOLI racconta il Tour de France oggi al via e rivela che anche lui, come Lance Armstrong, stava per tornare a correre...

bartoli_basso_r375_3LUG09_jpg.jpg (Foto)

Sabato scatta il Tour de France. Dopo le classiche di primavera tra Belgio e Olanda ed il Giro d’Italia del Centenario, la stagione del ciclismo prosegue con un altro appuntamento tradizionale. La partenza da Montecarlo, e dopo ventuno tappe l’arrivo il 26 luglio a Parigi. In griglia ci saranno venti compagini, due delle quali italiane, ovvero Liquigas e Lampre. Saranno 3445 i chilometri da percorrere e dopo la crono individuale di 15,5 chilometri di Montecarlo, si inizierà a fare sul serio. Tre gli arrivi in salita: sui massicci dell’Andorra, Verbier in territorio elvetico e il leggendario Ventoux. Al via ci sarà lo statunitense Lance Armostrong. Il texano, dodicesimo al Giro, ha vinto ben sette Tour di fila, dal 1999 al 2005. Un record mostruoso, ed oggi il portacolori dell’Astana sembra ancora essere fra i favoriti. Dopo quattro anni di inattività Armstrong è tornato in gruppo. Al Tour arriva con motivazioni alle stelle ed una condizione in crescita. E’ lui il protagonista della vigilia. E’ il personaggio per antonomasia, il corridore da copertina. Ne parlano tutti, anche più del compagno di squadra Alberto Contador, lo spagnolo che l’anno scorso salì sul gradino più alto del podio ed in teoria è ancora l’uomo da battere. Lance è un mito, leggenda vivente. Fa notizia per i suoi successi, per la lotta incessante contro il cancro e perché è tornato a correre.

Michele Bartoli (nella foto mentre si allena con Ivan Basso), vincitore di otto “classiche” fra cui un Giro delle Fiandre, due Liegi e due Lombardia, scommette sul texano. Il lucchese di Montecarlo, appena reduce dalla quarta edizione della granfondo che porta il suo nome, sostiene che Lance sarà ancora fra i protagonisti. Una storia analoga li accomuna, anche se il corridore toscano dopo essersi allenato per tornare a gareggiare ha dovuto abbandonare il progetto in extremis per problemi organizzativi di uno sponsor. Bartoli come Armstrong si è rimesso in gioco. Dopo una pausa di tre anni il fuoriclasse lucchese aveva ripreso la bici e soprattutto allenamenti e stile di vita del professionista. Come Armstrong, anche se il texano è riuscito all’inizio dell’anno a tornare alle corse, e come lo statunitense sostiene attività socio-assistenziali. «Lance sarà ancora un protagonista assoluto del Tour. Al Giro lo abbiamo visto un po’ in ritardo a causa dello stop per la frattura della clavicola a febbraio. Tuttavia dimostrerà ancora di essere competitivo. L’ho vissuto sulla mia pelle riprovando ad allenarmi con l’intensità del professionista. I tre anni non lo hanno cambiato. Se guardo il mio caso, i test che ho fatto d’inverno erano vicinissimi ai valori di quando vincevo le classiche», afferma Bartoli che continua, «Contador sarà l’uomo da battere, ma Armostrong è da podio. Fermarsi significa poco, trentasette anni non sono certo tanti. Sbaglia chi non crede più in lui. Ha voglia di vincere, di impressionare ancora, e soprattutto ha voglia di divertirsi e sfidare se stesso, ecco i due elementi che ti spingono a ricominciare». Michele Bartoli è andato vicino al grande rientro. «Certo, il mio eventuale ritorno era legato poi ad un progetto che dopo un biennio da corridore mi avrebbe visto team manager. Il progetto si è arenato, nonostante mi stavo preparando bene ed ero vicinissimo al top. I watt in meno e qualche secondo in più gli avrei comunque recuperati con il ritmo gara. Ma non è detta l’ultima parola. Amo troppo questo mondo». Fra gli italiani occhi puntati sui Liquigas Vincenzo Nibali, recente vincitore degli Appennini, Franco Pellizzotti, terzo al Giro e il velocista Daniele Bennati. Tra i Lampre l’iridato Alessandro Ballan e Marzio Bruseghin. E poi c’è Filippo Pozzato, Katiusha, fresco del tricolore. «Gli italiani? Per la classifica generale dico Vincenzo Nibali. Il ventiquattrenne siciliano è un giovane di talento, e può ambire a chiudere nei top ten». Bartoli tuttavia aspetta Ivan Basso, con cui ha pedalato domenica scorsa sulle colline lucchesi fra Montecarlo e Capannori: «in salita è il più forte. E’ un uomo da Tour. L’anno prossimo in Francia potrà essere protagonista assoluto».

(Gabriele Pezzaglia)

© Riproduzione Riservata.