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AS ROMA/ Se Geronzi protegge la Sensi, chi protegge la Roma?

«Siamo consulenti della famiglia Sensi, non tanto per vendere quanto per proteggere», ma proteggere da che cosa? Ogni qual volta si parla di cessione, spuntano avvocati e si alzano barricate...

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«Siamo consulenti della famiglia Sensi, non tanto per vendere quanto per proteggere» le parole del presidente di Mediobanca, Cesare Geronzi. Da proteggere, secondo il banchiere, sarebbero gli interessi della famiglia a capo della società giallorossa. E questo lo si era ormai capito da tempo (e lo abbiamo anche già scritto...). Piuttosto, chi si cura di proteggere la Roma e i suoi tifosi? A questa domanda il sig. Geronzi non può rispondere. Non per cattiveria, ma perché il suo lavoro è un altro.

Lui è “l'avvocato” dei Sensi, deve curare i loro-suoi interessi che coincidono ormai da anni. Da quel tempo, più o meno lontano, in cui la famiglia fu costretta a legare al banchiere la propria sopravvivenza economica. Un abbraccio che ancora oggi la “soffoca”. Ma è in buona compagnia. Stessa sorte è capitata ad altri presidenti di società di calcio medio-piccole, alcuni finiti poi nell'anonimato. Perché questo è un lavoro, per il sig Geronzi. Niente di illecito, per carità. E perché, si sa, il calcio dev'essere una passione di famiglia, visti anche i trascorsi della figlia nella Gea di Moggi&co.

Quello che non si capisce è da che cosa la famiglia Sensi dovrebbe essere protetta. Perché, ogni qual volta si parla di cessione, spuntano avvocati (vedi Pippo Marra ecc.) e si alzano barricate. E' un argomento tabù, chi ne parla viene subito accusato di mancare di rispetto, di fare oltraggio. Roba da matti.

Ma scusi sig. Geronzi, uno per possedere una società di calcio deve poterselo permettere, no? Se uno ha contratto un forte (per usare un eufemismo) debito con la banca, non deve innanzitutto impegnarsi per ripianarlo? E se per sua fortuna, chi è indebitato possiede un bene che ha un valore di mercato (in tal caso la Roma), la banca non dovrebbe farglielo vendere? Anch'io, come ogni tifoso, vorrei fare il presidente della mia squadra del cuore, ma non posso permettermelo, e quindi non lo faccio. E se avessi una qualche esposizione con una banca e possedessi, per esempio, una casa, la banca me la pignorerebbe per farmi rientrare del debito. Perché tutto questo non vale per i Sensi?

La gratitudine per quel che hanno fatto per Roma e la Roma: i soldi e i sacrifici, non sono una risposta. Non per un banchiere. Fatti concreti come quelli elencati, bei gesti, rischiano di diventare retorica o attenuanti generiche. Argomenti, per qualcuno, buoni per tenere a bada la piazza. Ma la piazza di Roma è maggiorenne e non si accontenta di qualche mozione degli affetti. Vuole capire. Ma soprattutto pretende risposte. E, allora, Sig. Geronzi, consigliare/aiutare i Sensi a vendere la Roma è il modo migliore per proteggere i Sensi stessi (che possono rientrare del debito), la banca (che può recuperare i crediti), la Roma che troverebbe qualcuno che se la possa permettere e che possa investirci dei soldi. Per comprare, senza dover prima vendere...

Certo, Lei, ieri, ha in parte risposto che la Roma «tutti la vogliono ma al momento non si vedono i soldi». Ok, Fioranelli sembra non voler dire da dove arrivino i soldi offerti (così riportano i media). Ma il dott. Angelini che fine ha fatto? E' vero che non è stato ricevuto, nonostante avesse chiesto più volte un appuntamento con la sua banca (così riportano i media)? Cosa gli manca per fare il Presidente? Lui ci aveva messo la faccia. Si è poi ritirato? O è stato respinto? Esiste il famoso Mister X (di cui parlano i media)? Ci faccia capire, sig. Geronzi, abbiamo bisogno di chiarezza. Perchè anche la Roma e i suoi tifosi meritano di essere protetti.

(Eugenio Monti)

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