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CALCIOMERCATO/ Roma, Rosella Sensi: «Non escludo altre cessioni, lasciate stare la squadra»

Parla Rosella Sensi, presidente del club giallorosso, in vista della stagione 2009/2010

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CALCIOMERCATO ROMA – La presidentessa della Roma, Rosella Sensi, intervistata dal Corriere dello Sport. Una chiacchierata a 360° sulla questione societaria, il mercato e la prossima stagione. Ecco il meglio dell’intervista.

Dottoressa Sensi, perché dopo un prolungato silenzio, ha deciso per questo incontro?

«Per fare chiarezza su un momento di apparente difficoltà della Roma. C’è stata chiesta chiarezza, eccomi qua, parlate male della società, ma lasciate serena la squadra che è attesa da una stagione importante. Faccio il mea culpa riguardo alla comunicazione, in passato sarebbe stato meglio parlare di più».

Eppure negli ultimi tempi tra vicende societarie e di mercato, qualche problema ci sembra ci sia stato.

«Tutto stiamo facendo meno che smantellare questa Roma. De Rossi non sarà mai venduto, lo garantisco, per lui abbiamo rifiutato una grandissima offerta».

Per Aquilani no. Eppure qualche settimana fa era stato garantito il contrario, parlando di un progetto giovani per il futuro. A proposito c’è ancora un progetto?

«Certamente». Qual è? «Lo stadio, i giovani, l’autofinanziamento».

Parliamo dall’ultima voce quella relativa al magnate russo Prokhorov che peraltro ha smentito l’interessamento per la Roma.

«Appunto. Avessi smentito io non mi avreste creduto. Di questa cosa non so niente e penso anche che se Unicredit lo avesse saputo qualcosa ci avrebbe detto».

Passiamo alla vicenda George Soros dello scorso anno.

«Ci sono stati dei comunicati, aggiungo solo che recentemente c’è stata una dichiarazione dello stesso Soros che ha detto di non essere mai stato interessato alla Roma».

Eppure nei vostri comunicati si è parlato di contatti con la Inner Circle.

«Trattare con la Inner Circle è una cosa, con Soros è un’altra. Io non ho mai incontrato il magnate americano, persona tra l’altro che stimo molto».

Si parlò all’epoca anche dell’arrivo di un’offerta da parte di un arabo?

«Non c’è mai stata un’offerta da parte di un imprenditore arabo».

Non ha mai incontrato neppure Vinicio Fioranelli?

«Sono state ascoltate le persone che avevano manifestato un interesse per la Roma. Per tutto il resto c’è la lettera del 5 maggio scorso, firmata da tutta la famiglia, che spiega molte cose. Ora non posso parlare di offerte perché, ripeto, ci sono delle indagini in corso ».

In questi ultimi due anni, la Roma è mai stata vicina a passare di mano?

«Mai stati vicini alla cessione. Non c’è nessuna novità. In questa vicenda siamo affiancati da Mediobanca e da uno studio legale internazionale, Lovells, ma in ogni caso sul presente e sul futuro della Roma decide solo la famiglia Sensi».

La Roma è in vendita?

«La Roma non è ostaggio della famiglia Sensi, semmai se ne è giovata, non va dimenticato quello che ha fatto mio padre, non abbiamo fatto così male, tutti noi ci teniamo alla Roma, vogliamo il bene di questa società, la Roma non è legata ai debiti di Italpetroli. Fino alla quotazione in Borsa, e ci tengo a dire che la Roma è uscita dalla black list, papà ha trasferito soldi, non li ha presi, la mia famiglia ha investito tanto in soldi e salute, papà si è ammalato per la Roma. Siamo pronti ad ascoltare offerte che abbiano due requisiti: economico e d’amore nei confronti di questi colori. A queste condizioni siamo pronti a parlare, evidentemente finora non ci sono state».

E se non ci fosse nessuno?

«Andremmo avanti con l’autofinanziamento puntando a fare il bene della Roma. Per il resto chiedo rispetto, sono stufa di persone che parlano senza mai averlo fatto con noi».

A proposito di persone, erano state annunciate querele, a cominciare da mister Tacopina. Sono state fatte?

«No, ma siamo ancora in tempo a farle e le faremo, sono nell’ordine delle cose».

C’è chi la accusa di non fare la voce grossa come faceva suo padre per difendere la Roma, perché ora lei è amica dei nemici storici di suo padre.

«Ho sempre dato ragione a mio padre, anche se in qualche occasione non ero d’accordo, discutevo della sua istintività, anche in me certe volte c’era la voglia di urlare, ma non posso fare solo la tifosa. Con Galliani i rapporti sono cambiati negli ultimi anni, ha mostrato sempre grande rispetto nei confronti della Roma, una volta ci ha anche avvertiti che ci stavano rubando un giocatore. Io ricordo tutto, anche le litigate di papà con Galliani, ma con il passare del tempo i rapporti possono cambiare, si può mutare idea che credo sia dimostrazione di intelligenza, negli ultimi tempi anche papà aveva buoni rapporti con il dirigente del Milan».

Due mesi fa era stato detto che non sarebbero stati ceduti i gioielli di famiglia, Totti, De Rossi, Aquilani. Perché uno è stato venduto?

«Per esigenze di bilancio. Alberto è un grande giocatore, ma non credo che la Roma si sia indebolita, nè impoverita, è andato a giocare in un grandissimo club».

Basta per poter immaginare anche un mercato in entrata?

«Non escludo altre cessioni che definirei strategiche perché sarebbero fatte per migliorare la squadra nel suo complesso. In ogni caso non va dimenticato che è arrivato un ragazzo di prospettive come Guberti, è stato riscattato Motta, è tornato Cerci, resto convinta che ci siano le basi per una Roma importante in futuro».

Spalletti aveva chiesto chiarezza, negli ultimi giorni ha manifestato un certo disappunto su certe questioni. Ha più parlato con l’allenatore?

«Non lo teniamo certo incatenato. Il sesto posto ottenuto nel passato campionato, non ha un capro espiatorio, semmai le colpe sono di tutti. Quello che so è che Spalletti ama la Roma, noi vogliamo lui e spero ci possano essere le condizioni per un prolungamento del suo contratto».

La Lazio ha vinto la Supercoppa, il presidente della Roma cosa dice?

«Faccio i complimenti a Lotito che ha idee apprezabili ma non compatibili con la Roma. Da tifosa certo qualche reazione la vittoria della Lazio me la suscita a cominciare da una voglia di rivalsa».

Si è pentita di non aver comprato Zarate?

«Ho sbagliato a non prenderlo, ma se tornassi indietro non lo acquisterei lo stesso, i tifosi volevano grandi nomi, non investimenti». Il contratto di Totti quando sarà ufficializzato? «Nel contratto di Francesco c’è anche una ragione sentimentale, è un contratto che non è una banalità, è pronto, deve essere solo firmato ».

Quali sono gli obiettivi della Roma per il prossimo anno?

«Classificarci tra le prime quattro in campionato, cercare di arrivare in fondo in Europa League e coppa Italia, abbiamo la rosa per riuscirci».

(Fonte: Corriere dello Sport)

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