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PREMIER LEAGUE/ Ancelotti, il Chelsea e quella gioia per il primo titolo conquistato

Pubblicazione:mercoledì 12 agosto 2009

ancelotti_chelsea_R375x255_12ago09.jpg (Foto)

Primo trofeo della carriera inglese per Carlo Ancelotti, che con il Chelsea conquista il Community Shield (la vecchia Charity Shield) superando ai rigori il Man Utd di Sir Alex Ferguson dopo il 2-2 dei tempi regolamentari: decisive le parate di Peter Cech su Ryan Giggs e Patrice Evra, il penalty di Salomon Kalou sigilla il risultato sul 6-3 totale tra le due principali antagoniste per la conquista del titolo 2009/2010. L’attitudine alla rimonta dei Blues, caratteristica della scorsa stagione, porta il Chelsea in vantaggio dopo essere stato sotto a soli dieci minuti dal via, con papera di Peter Cech su conclusione dalla distanza di Nani, contro un Man Utd che deve rinunciare, fra gli altri, a Nemanja Vidic e Anderson e che relega in panchina i 2 nuovi acquisti Antonio Valencia e Michael Owen, in campo solamente dopo l’ora di gioco.

 

E’ un contestato gol di Frank Lampard (Patrice Evra a terra, Ferguson infuriato), quindi, a portare avanti i londinesi, che subiscono il definivo pareggio per merito del solito Wayne Rooney, decretato miglior uomo in campo. I rigori puniscono quindi i Red Devils, con il deficitario Ben Foster tra i pali (Edwin van der Sar ne avrà ancora almeno per un mese) e il consolidato asse difensivo Rio Ferdinand- Jonathan Evans, davanti ai quali agiscono i compassati Carrick e Fletcher, mentre Dimitar Berbatov e il polmone Park-Ji-Sung appaiono ancora poco lucidi.

 

In sostanza, poca forza creativa a disposizione per lo United, che riesce comunque a supplire con la classica ragnatela “spagnoleggiante” di passaggi e di inserimenti a memoria. 4-4-2 a rombo, come sperimentato in estate, per Ancelotti con Branislav Ivanovic disastroso sull’esterno destro difensivo(rimpiazzato da José Bosingwa nell’intervallo), Obi Mikel schierato come schermo davanti alla difesa, Florent Malouda nel ruolo di esterno sinistro del centrocampo e Frank Lampard nella calzante posizione di trequartista puro con propensione all’inserimento e alla conclusione a rete, sfruttando gli spazi creati dalla coppia Drogba-Anelka.

 

Il successo può essere un ottimo viatico per il tecnico emiliano che, senza acquisti iperbolici in sede di mercato, sta consolidando un ottimo gruppo specchiandosi nel modello vincente del suo vecchio Milan, con soli 16 titolari nelle rotazioni ed un undici titolare già ben definito. Il Man Utd, d’altro canto, sembra ancora piuttosto lontano da una configurazione ottimale, penalizzato anche dai ripetuti infortuni, ultimi dei quali quelli occorsi a Nani e a Nemanja Vidic.

 

Tabellini: Domenica 10 agosto 2009 Londra- Wembley Stadium, davanti a 85.896 spettatori.

 

Chelsea- Manchester United 6-3 d.c.r. (2-2) Nani 10’, Ricardo Carvalho 52’, Frank Lampard 71’, Wayne Rooney 92’.

 

Chelsea: Cech; Ivanovic (Bosingwa 46’), Carvalho, Terry, A Cole; Essien, Mikel (Ballack 65’), Malouda (Deco 78’); Lampard; Anelka (Kalou 84’), Drogba.

 

Manchester United: Foster; O'Shea (Fabio 75’), R.Ferdinand, Evans, Evra; Park (Giggs 75’), Fletcher (Scholes 75’), Carrick, Nani (Valencia 63’); Berbatov (Owen 75’), Rooney.

 

(Cristian Pioltelli)



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