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CALCIOMERCATO/ Premier League: il bilancio di tutte le operazioni di mercato

Pubblicazione:sabato 15 agosto 2009

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Premier League- Il bilancio di tutte le operazioni di calciomercato estate 2009/2010.
 
 
Tracciamo un bilancio dei movimenti di calciomercato effettuati fino ad oggi dalle squadre della Premier League, dividendole in 4 fasce, secondo le ambizioni dei club e ipotizziamo un 11 iniziale per ogni team.
 
 
Prima fascia:
 
 
Man Utd: Sulla carta rimane la squadra da battere, che in realtà con Cristiano Ronaldo ha perso uno dei suoi uomini decisivi e con Carloz Tevez una riserva in grado di decidere da solo le partite di Premier contro squadre di seconda e terza fascia e di FA Cup.
 
I partenti saranno rimpiazzati da due scommesse: Antonio Valencia ha fatto molto bene a Wigan sull’out destro, è piu’ ala classica del portoghese con meno visione della porta, ma farà piovere molti cross sulle teste di Dimitar Berbatov e degli altri avanti Red Devils.
 
Michael Owen ha un impressionante score realizzativo, prima dell’avvento di Wayne Rooney è stato considerato il talento inglese piu’ promettente dell’ultimo trentennio, ma troppi infortuni hanno minato la sua carriera, eccezionale fino al 2004 (118 gol nel Liverpool), mediocre in seguito; se il fisico non subisce troppi stop e mentalmente regge, può diventare un’arma importante per Sir Alex Ferguson.
 
 
Gabriel Obertan è ancora troppo acerbo per meritare una valutazione, ma è un’ala interessante e abile nell’uno contro uno che avrà le sue chance in prima squadra e se dimostra personalità ci potrà rimanere stabilmente.
 
 
 
Starting 11 (4-4-2):
 
Van der Sar (Foster) – Rafael – Rio Ferdinand – Vidic (Evans) – Evra – Valencia – Carrick – Fletcher (Scholes - Giggs) – Park (Giggs- Tosic) – Rooney – Berbatov (Owen).
 
 
 
Chelsea: L’arrivo di Carlo Ancelotti come unico segno distintivo del mercato impostato da Frank Arnesen, rivolto all’obiettivo di conservare e consolidare un gruppo andato molto vicino alla conquista della Champions e della Premiership nelle 2 stagioni post-Mourinho.
 
 
L’allenatore italiano può essere l’uomo giusto in termini di garanzia di mentalità vincente e di capacità di gestione del gruppo, basata sull’identificazione di un totem (capitan John Terry come Paolo Maldini nel Milan) che faccia da schermo tra il manager e la squadra, ma basterà per colmare il gap con lo United? La Community Shield ha lasciato la questione in sospeso.
Yuri Zhirkov, pagato un’enormità, può essere la rivelazione, così come il giovane Daniel Sturridge può rivelarsi un’ottima alternativa alla coppia Anelka- Drogba.
 
 
 
Starting 11 (4-4-2 diamante):
 
 
 
Cech – Bosingwa – Terry – Carvalho (Ivanovic) – Ashley Cole – Essien – Obi Mikel (Deco) – Malouda (Zhirkov) – Lampard – Anelka (Salomon Kalou)– Drogba.
 
 
Liverpool: Fuori Xabi Alonso, qualcosa in piu’ di un ragioniere del centrocampo e dentro Alberto Aquilani, ottimo centrale di impostazione, tiro ed inserimento ma gravato da ripetuti infortuni nelle scorse stagioni (salterà anche le prime gare della Premier), che nell’annata pre-Mondiale ha una chance fondamentale per entrare nei 23 di Marcello Lippi per il Sudafrica.
 
 
Utile l’acquisto di Glen Johnson, che coprirà l’annoso varco sulla fascia destra difensiva, molto propositivo anche in fase di spinta sulla corsia di competenza, sicuramente di un altro livello rispetto ad Alvaro Arbeloa finito, unico mediocre tra tanti campioni, al Real Madrid.
Nel complesso, il solito pericolosissimo e compatto Liverpool, migliorato dietro, anche se con poche alternative al centro, visto che Sami Hyypia non è stato rimpiazzato e con un’incognita a centrocampo determinata dal rendimento di Aquilani.
 
 
Starting 11 (4-5-1):
 
 
Reina – Glen Johnson – Carragher (Skrtel) – Agger – Fabio Aurelio (Insua) – Kuyt – Mascherano – Aquilani (Lucas Leiva) – Gerrard – Riera (Benayoun) – Fernando Torres.
 
 
 
Man City: Può un club arrivato decimo ambire al titolo la stagione successiva? Forse, se con una spesa di centinaia di milioni di sterline si introducono i tasselli giusti, nel caso specifico gli arrivi di Gareth Barry, Carlos Tevez, Emmanuel Adebayor, Kolo Touré e Roque Santa Cruz (in dubbio l’arrivo di Joleon Lescott, considerato incedibile dall’Everton, avrebbe sostituito l’insicuro capitan Dunne) hanno rivoluzionato tutti i reparti, introducendo esperienza ad alto livello, classe e voglia di vincere.
 
 
Troppi mercenari, dicono in Premiership, ma ben assestati e con fame di vittorie: i Citizens possono candidarsi ad essere la mina vagante del torneo, soprattutto in match di alto profilo, con l’incognita di un manager non ancora affermatosi e con difficoltà nella gestione di un gruppo che deve arrivare obbligatoriamente in zona Champions.
 
 
Starting 11 (4-3-3):
 
 
Given – Richards (Zabaleta) – Kolo Touré – Dunne (Richards) – Bridge – Ireland – Barry  – De Jong (Kompany) – Robinho – Adebayor – Tevez.
 
nell’ipotesi di un 4-4-2 Shaun Wright-Phillips giocherà sull’out destro, con Bridge centrale e Robinho largo a sinistra.
 
 
Seconda fascia:
 
 
Arsenal: Perdere in un colpo solo la coppia Touré- Adebayor, cardini fondamentali di 2 reparti, fa scendere di un livello la squadra di Arséne Wenger, la scorsa stagione alle prese con ripetuti problemi fisici e comportamentali (su tutti l’ex-capitano William Gallas).
 
 
I ritorni di Tomas Rosicky e di Eduardo potranno dare nuova linfa i Gunners, così come è molto attesa l’esplosione di qualche giovane, su tutti Carlos Vela e Aaron Ramsey, oltre alla definitiva consacrazione di Theo Walcott, mentre il nuovo arrivo Thomas Vermaelen è un discreto difensore, con buona personalità (capitano all’Ajax) ma con scarsa esperienza ad alto livello.
Seconda fascia, ma senza intoppi e con qualche rivelazione può ambire alla top-four.
 
 
Starting 11 (4-4-2):
 
 
Almunia – Sagna – Gallas – Vermaelen – Clichy (Silvestre) – Song (Nasri) – Diaby (Rosicky) – Fabregas – Arshavin – Van Persie – Bendtner (Eduardo).
o 4-5-1 con Samir Nasri al posto del danese.
 
 
Tottenham: Salvo miracoli da parte di Harry Redknapp, si punterà a migliorare l’ottavo posto ottenuto la scorsa stagione, con Peter Crouch che, in un ambiente con meno pressioni, un manager da cui è stimato e affiancato da una seconda punta di movimento (capitan Robbie Keane o Jermaine Defoe), può rilanciarsi verso il Mondiale, inoltre un buon difensore da innestare, Seb Bassong, ancora acerbo; via Darren Bent e Zokora, ricordi di fallimenti passati.
Con Ledley King e Johnny Woodgate integri la difesa è ottima, nonostante Heurelio Gomes, il centrocampo un po’ meno, l’attacco ha potenzialità.
 
 
Starting 11 (4-4-2):
 
 
Gomes – Chimbonda (Hutton) – King (Dawson) – Woodgate (Bassong) – Corluka (Assou-Ekotto-Bale) – Lennon (Bentley) – Palacios – Jenas – Modric – Crouch – Robbie Keane (Defoe).
 
 
 
Aston Villa: Inizia l’era post-Gareth Barry per il gruppo guidato da Martin O’Neill, che aumenta il proprio tasso tecnico con l’arrivo di Stepen Downing (fermo, però, fino a dicembre per infortunio) e rinsalda la difesa con Habib Beye, mentre il giovane ex-Leeds Fabian Delph può imporsi come nuovo centrale di centrocampo.
 
 
Ottima la fase offensiva, con gli imprevedibili Milner, Ashley Young e Agbonlahor e i carrarmati Heskey e Carew, resta qualche perplessità in fase difensiva e di costruzione del gioco.
Obiettivo: confermare il sesto posto del 2008/2009, ma sarà dura.
 
 
Starting 11 (4-4-2):
 
 
 
Friedel – Beye (Luke Young)– Curtis Davies – Cuellar – Shorey (Bouma)– Milner – Stiliyan Petrov (Delph) – Reo Coker (Sidwell) – Ashley Young (Downing) – Heskey – Agbonlahor.
 
 
 
Everton: Molte critiche piovute addosso agli amministratori da parte del manager David Moyes per l’immobilismo registrato in questa sessione: uniche buone notizie la (probabile) conferma di Joleon Lescott e il rinnovo del prestito di Jo dal Man City, mentre nessun innesto per rinforzare difesa e linea mediana difensiva, punti deboli dei Toffemen nella passata stagione.
 
 
Si aspetta l’ennesimo miracolo da parte del tecnico scozzese, dal talento dei vari Fellaini-Arteta-Tim Cahill e dall’esplosione dei giovani Gosling e Rodwell, altrimenti si finirà dietro il quinto posto della scorsa stagione.
 
 
Starting 11 (4-5-1):
 
 
Howard – Hibbert – Lescott – Jagielka (Yobo) – Baines – Osman (Rodwell)– Phil Neville – Pienaar – Tim Cahill – Fellaini (Arteta) – Jo (Saha).
 
 
 
West Ham: I giovani di Gianfranco Zola con un anno di esperienza nella testa possono sorprendere anche questa stagione, confermando il nono posto della scorsa annata o addirittura ambendo ad un posto in Europa Cup.
 
 
Luis Jimenez sarà l’uomo con piu’ tecnica individuale ed elemento fondamentale nei piani del manager italiano per incremenare l’imprevedibilità in fase offensiva, c’è il buon ritorno di Julien Faubert dal Real Madrid, mentre lo svizzero Fabio Daprela e il tedesco Savio Nsereko sono attesi ad un salto di qualità, già compiuto nella passata stagione dai colleghi Neil Tomkins, Phil Collison e Junior Stanislas.
 
 
Starting 11 (4-3-2-1):
 
 
Green – Spector (Faubert) – Tomkins – Upson – Herita Illunga – Mark Noble – Scott Parker – Collison – Jimenez – Kieron Dyer (Savio Nsereko) – Carlton Cole.
 
 
Terza fascia:
 
 
Blackburn Rovers: Sam Allardyce ha ottenuto qualche discreto acquisto, a fronte della cessione del reietto Roque Santa Cruz, svecchiando l’attacco con le scommesse del croato Nikola Kalinic e Franco di Santo, rimpolpando la difesa con Lars Jacobsen, riserva nell’Everton e la conferma di Gael Givet e il centrocampo con lo sconosciuto Erio Van Heerden e il giovane Steven N'Zonzi.
L’obiettivo è quello di un campionato tranquillo, senza sbalzi di rendimento tra i due gironi.
 
 
Starting 11 (4-4-2):
 
 
Paul Robinson – Jacobsen (Emerton) – Samba– Khizanishvili (Nelsen)– Olsson (Givet)– El Hadji Diouf (Gallacher) – Grella – Keith Andrews– Gamst-Pedersen – Di Santo (Jason Roberts) – Benni McCarthy (Kalinic).
 
 
 
Fulham: L’ottimo lavoro di Roy Hodgson ha dato i suoi frutti con il decimo posto della scorsa stagione, da replicare grazie alla riconferma del pezzo pregiato Brede Hangeland, richiesto dall’Arsenal e ad una rosa piu’ profonda, mentre tanto dipenderà come di consueto dalle condizioni fisiche di Danny Murphy, fondamentale perno del gioco.
Buono l’esordio contro il Vetra nei preliminari di Europa League, con un doppio 3-0.
 
 
Starting 11 (4-4-2):
 
 
Schwarzer – Pantsil – Hangeland – Aaron Hughes – Konchesky – Gera – Baird (Etuhu) – Danny Murphy – Dempsey – Zamora (Nevland)– Andrew Johnson (Diomansy Kamara).
 
 
 
Bolton Wanderers: Sistemata la difesa con gli innesti di Sam Ricketts, Zat Knight e Paul Robinson, un buon inserimento a centrocampo con Sean Davis, per una squadra equilibrata e magistralmente predisposta sin dai tempi di Sam Allardyce ad un gioco tipico all’inglese.
Lotterà per confermare la dodicesima piazza dello scorso anno.
 
 
Starting 11 (4-4-2):
 
Jaaskelainen – Ricketts (Steinsson) – Jlloyd Samuel (Andy O’Brien)– Knight (Cahill)– Paul Robinson – Joey O’Brien (McCann) –Muamba –  Sean Davis – Matthew Taylor – Kevin Davies –Elmander (Riga).
 
 
 
Portsmouth: Manager e società incerti fino all’ultimo, qualche cessione importante (Crouch, Glen Johnson, Sol Campbell), poi la conferma di Paul Hart, l’arrivo del multi-milionario Al Fahim e gli acquisti di Steve Finnan e Frederic Piquionne.
Una buona base, senza elementi ingombranti o remissivi, ma con una rosa ridotta a soli 18 elementi, per una stagione tranquilla, salvo infortuni, in attesa dei colpi milionari promessi dagli emiri per la prossima stagione.
 
Starting 11 (4-4-2):
 
 
David James – Finnan (Primus) – Kaboul – Distin – Hreidarsson (Belhadji) – Bouba Diop – Mullins (Mokoena) – Niko Kranjcar – Richard Hughes – Piquionne (Utaka) – Kanu (Nugent).
 
 
 
Sunderland: Steve Brucealle prese con una nuova sfida sotto le tenaglie del presidente Niall Quinn, che di solito provvede personalmente al mercato e concuce decine di giocatori all’ex Roker Park.
 
 
Stavolta gli acquisti di Darren Bent, punta potenzialmente da 15 gol, affiancato dal giovane Under 21 Frazier Campbell, di Loik Cana, ottimo mediano a Marsiglia e di Lee Cattermole dal Wigan di sono utili a migliorare un organico con già molte soluzioni a disposizione
Salvezza senza problemi, con qualche discreta prospettiva, ma squadra troppo discontinua per puntare a qualcosa di diverso.
 
 
Starting 11 (4-4-2):
 
Gordon – Bardsley – Collins – Anton Ferdinand – McCartney – Malbranque (Carlos Edwards) – Cattermole (Leadbitter)  – Cana (Tainio) – Keiran Richardson – Kenwyne Jones – Darren Bent.
 
 
Wigan Athletic: con Roberto Martinez alla prima esperienza in Premiership dopo le imprese a Swansea, da cui arrivano i due migliori elementi della scorsa Championship, Jason Scotland e Jordi Gomez si aggiunge anche il teenager irlandese James McCarthy dalla Scozia e Scott Sinclair dal Chelsea: con i ricavi delle cessioni di Palacios, Heskey e Valencia di poteva osare qualcosa di piu’.
Non facile salvarsi ma meglio delle altre in ultima fascia.
 
Starting 11 (4-4-2):
 
Kirkland – Melchiot – Bramble – Boyce – Figueroa – Michael Brown (De Ridder) – Scharner (McCarthy)– Watson (Gomez) – N’Zogbia – Scotland – Rodallega (Sinclair).
 
 
Ultima fascia:
 
 
 
Hull City: Dopo il clamoroso avvio, seguito da un pessimo finale della scorsa stagione, con una sola vittoria nelle ultime 24 partite, il gruppo di Phil Brown aveva bisogno di un’iniezione di forze e di potenza offensive: è arrivato Bobby Zamora, centravanti dal fiuto del gol annacquato da problemi fisici ricorrenti, così come l’acerba punta della nazionale USA Jozy Altidore, gran fisico su piedi approssimativi, mentre l’irlandese Stephen Hunt dovrà garantire la qualità nell’ultimo passaggio.
Tra le pericolanti è quella messa leggermente meglio, ma ci sarà da lottare fino alla fine, stavolta.
 
 
Starting 11 (4-4-2):
 
Duke – Mendy – Michael Turner – Anthony Gardner (Zayatte) – Andy Dawson – Fagan (Kilbane) – Olofinjana – George Boateng (Halmosi)– Marney – Geovanni (Barmby) – Cousin (Folan).
 
 
 
Birmingham City: Alex McLeish esordisce in Premiership alla guida di un club prestigioso, con un organico piu’ improntato alla permanenza nella massima serie, con l’interessante portiere Under 21 inglese Joe Hart tra i pali, mentre destano curiosità lo strapagato ecaudoregno Christian Benitez e il ritorno in Premier, dopo la negativa esperienza a Blackburn, dell’ex capitano Rangers Barry Ferguson.
Può salvarsi con decenza se parte bene, altrimenti sono dolori.
 
S
tarting 11 (4-4-2):
 
Joe Hart – Stephen Carr – Ridgewell – Dann (Queudrue) – David Murphy – Damien Johnson (Bowyer) – Barry Ferguson (Carsley) – Seb Larsson – McSheffrey (McFadden) – Benitez (Kevin Phillips) – Jerome (O’Connor).
 
 
 
Burnley: Owen Coyle è un manager di grande personalità e farà carriera, ma l’organico è pressochè quello della passata stagione in Championship, con l’innesto del nazionale scozzese Steven Fletcher e della scommessa colombiana Guerrero.
Una delle piu’ serie candidate alla retrocessione.
 
Starting 11 (4-4-2):
 
Jensen – Eckersley (Mears) – Carlisle – Caldwell (Edgar) – Jordan – Eagles (Guerrero) – Blake – Chris McCann – Joey Gudjonsson (Easton) – Thompson – Paterson
 
 
 
Stoke City: Nessun movimento per l’equilibrato team guidato da Tony Pulis, 12° la scorsa stagione, ma quest’anno il fattore sorpresa è annullato (vedi lo schema su rimessa chilometrica di Rory Delap) e si rischia forte.
 
 
Starting 11 (4-4-2):
 
Sorensen – Griffin – Leon Cort – Shawcross – Higginbotham – Lawrence – Glenn Whelan (Whitehead) – Faye – Delap (Etherington) – James Beattie (Fuller) – Kitson (Sidibe).
 
 
 
Wolverhampton Wolves: Inserito d’ufficio in quarta fascia ma non così debole, grazie a Mick McCarthy, innanzitutto, e ad ottimi innesti quali Ronald Zubar, buono a Marsiglia, Kevin Doyle, punta prolifica dal Reading e all’ottimo giovane esterno del Chelsea Michael Mancienne, mentre Nenad Milijaš può essere un buon inserimento.
 
Starting 11 (4-4-2):
 

Hennessey (Hahnemann) – Mancienne (Foley) – Stearman (Craddock) – Zubar (Berra)– Ward – David Edwards – Karl Henry – Milijaš – Jarvis – Ebanks-Blake (Vokes) – Doyle (Keogh).


(Christian Pioltelli)

 



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