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CALCIOMERCATO/ Inter, Moratti a 360°: i tifosi, il best 11 nerazzurro, gli allenatori e Ronaldo

Una bella intervista con protagonista il patron nerazzurro Massimo Moratti.

Moratti_Massimo_R375_2ott08.jpg(Foto)

CALCIOMERCATO INTER – Il patron dell’Inter Massimo Moratti è stato protagonista di una bella intervista al Corriere della Sera.

Da cosa si riconosce un tifoso interista? E un milanista? E uno juventino?

«Personalmente riesco solo a distinguere l`interista dal non-interista. Quando qualcuno mi fa i complimenti o gli auguri capisco subito se è dell`Inter o se invece fa finta, perché chi tifa Inter aggiunge alla cortesia e all`entusiasmo anche un`opinione critica; mentre il tifoso di una squadra avversaria non è mai critico; non ha nessun interesse a migliorarti la squadra (...)» .

I tifosi fanno molti regali al presidente?

«Sì. Mi mandano di tutto: olio, formaggio, pasticcini, fotografie, cartoline, cioccolata, quadri, pesci (che sono la cosa più bella che si possa ricevere, perché il pesce tra l`altro porta fortuna)... Dipende dal mestiere che fanno o dal posto dove vivono, comunque sono sempre molto generosi. E poi mi considerano uno di famiglia: spesso, quando c`è un matrimonio, mi chiedono di mandare gli auguri o di parlare al telefono con gli sposi, cosa che io faccio sempre volentieri».

Lei ha mai dettato la formazione all`allenatore?

«Qualche volta sono intervenuto. Non dico in che occasioni, perché gli allenatori si arrabbierebbero: però sono sempre stati suggerimenti fortunati. Anzi, un caso posso citarlo perché va a credito dell`allenatore. Successe con Hodgson, persona che apprezzo e stimo tantissimo (...). Avevo letto su un giornale una dichiarazione di un nostro giocatore (...), che pe- rò quel giorno aveva fatto questa dichiarazione molto antipatica nei confronti della società. Per cui tre ore prima della partita chiamai Hodgson e gli dissi: `Senta, oggi non faccia giocare X, faccia giocare Y". Lui non batté ciglio: fece giocare Y, e Y ci fece vincere. Quindi fu una sostituzione fortunata. E Hodgson dimostrò la sua intelligenza non chiedendomi mai perché avessi deciso di far giocare l`uno al posto dell`altro (...)».

Ogni quanto convoca l`allenatore?

«Mai. Cerco di essere meno invadente possibile (...). Al massimo glitelefono se c`è una necessità. E naturalmente gli telefono quando c`è una partita fuori casa e io non posso esserci: in quel caso ci sentiamo prima della partita per scambiarci l`idea di una formazione. Con Mourinho, per una questione di scaramanzia, invece di parlare prima della partita ci mandiamo degli sms (...)».

Qual è stata la sua più grande arrabbiatura per una partita dell`Inter?

«Dopo la sconfitta col Manchester. Se non la più grande, è stata sicuramente la più irrefrenabile. E poi un`altra è stata ai tempi di Cuper, dopo una brutta sconfitta in una partita di campionato. In genere quando mi arrabbio me la prendo con tutti, indistintamente ma direttamente: tutti quelli che hanno pensato di aver fatto abbastanza e invece non hanno raggiunto il risultato. Invece quella volta me la sono presa solo con due persone. Innanzitutto col giocatore che aveva provocato il disastro: l`ho visto che rideva tutto tranquillo nello spogliatoio, e non sono riuscito a trattenermi. E poi col viceallenatore, perché era troppo passivo di fronte alle decisioni dell`allenatore: l`allenatore deve avere l`aiuto di qualcuno, ma se quel qualcuno gli dà sempre ragione, mette nei guai tutto il gruppo».

Se potesse mettere in campo i migliori giocatori dell`Inter di ogni epoca, quale sarebbe la sua formazione ideale?

«Purtroppo devo escludere i primi 5o anni di vita del club, non avendoli vissuti direttamente (...). Per cui la mia Inter ideale sarebbe questa: Julio Cesar (a giornate alterne con Zenga, che è stato un grandissimo portiere), Maicon, Pacchetti, Picchi, Guarnieri, Suarez, Cambiasso, Jair, Ronaldo (a giornate alterne con Ibrahimovic), Mazzola, Corso».

Allenatore ideale?

«Herrera, indubbiamente, perché è stato quello che ha portato più risultati».

E presidente?

«Mio padre. (Quindi, essendomi escluso da presidente ideale, non posso convalidare questa formazione dell`Inter ideale!)».

Qual è il vero motivo per cui Ronaldo lasciò l`Inter?

«Lui ha sempre sostenuto (...) che il vero motivo fosse il suo pessimo rapporto con Cuper, l`allenatore (...). Io l`ho sempre trovata una scusa stupida, e gliel`ho anche detto. In fondo era lui a volersene andare, non noi a mandarlo via. Quindi avrebbe anche potuto dire che voleva andare a vivere in una città più bella. O che i due incidenti che aveva subito nell`Inter gli avevano fatto venire voglia di cambiare aria. Niente di tutto questo: ha sempre insistito a dire che c`era una sola ragione, il suo cattivo rapporto con l`allenatore. Cosa cui non ho mai voluto credere e che ancora oggi faccio fatica a credere, perché un giocatore così importante non può essere vittima del carattere dell`allenatore. Tra l`altro, cambiando io allenatore ogni sei mesi, non vedo come potesse essere una cosa determinante!».

Fonte: Corriere della Sera

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