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ESCLUSIVA/ Riccardo Cucchi racconta i 50 anni di "Tutto il calcio minuto per minuto"

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E' ancora il programma di punta del palinsesto sportivo della Rai e non solo... "Tutto il calcio minuto per minuto" compie cinquant'anni e inizia questo importante anniversario che culminerà il 10 gennaio 2010, cinquant'anni dopo la prima trasmissione. Abbiamo sentito una delle voci storiche di questo programma, Riccardo Cucchi, che ha preso il testimone di Ameri, Ciotti, Provenzali e di tutti i grandi radiocronisti che si sono succeduti in questi cinquant'anni. Cucchi è dal 1980 che lavora per "Tutto il calcio minuto per minuto" e dal 1994 è la prima voce. Ha partecipato come inviato a sei Olimpiadi e quattro Mondiali di calcio. Celebre la radiocronaca della finale di Berlino 2006, vinta dall'Italia. Chi meglio di lui poteva parlarci di questo fantastico anniversario?


Cucchi, "Tutto il calcio minuto per minuto", sembra essere immortale. Siamo giunti alla cinquantesima edizione. Qual è il segreto di questa trasmissione?

Direi che è una trasmissione immediata, sempre emozionante, che anche con la concorrenza dei vari programmi televisivi sportivi mantiene la sua bellezza, riuscendo a trascinare l'ascoltatore. Merito della radio, che ha qualcosa di affascinante anche in questi tempi di incredibile progresso tecnologico.

 

E il segreto del successo di "Tutto il calcio minuto per minuto", qual è?

Forse il fatto che la radio si può ascoltare in qualunque condizione. Non sei costretto come per la tv a rimanere fermo davanti al video. E il sabato e la domenica molta gente non è in casa e quindi per chi è appassionato di calcio ascoltare "Tutto il calcio minuto per minuto" è il modo migliore per essere sempre al corrente dei risultati della propria squadra del cuore.

 

Cinquant'anni di trasmissioni dimostrano che la formula è vincente, e il pubblico affezionato.

Certo l'ascolto è molto positivo. C'è uno zoccolo duro di ascoltatori che segue questa trasmissione. "Tutti il calcio minuto per minuto" mantiene il suo fascino. Riesce a catturare l'attenzione del pubblico, con una formula vincente anche in questi anni 2000.

 

E proprio il prossimo 10 gennaio 2010 saranno cinquant'anni dalla prima trasmissione. Cosa pensate di fare per ricordare questo appuntamento?

Stiamo studiando alcune iniziative. In particolare cercheremo di ricordare questo importante appuntamento con una trasmissione particolare.

 

Ci racconti personaggi come Enrico Ameri e Sandro Ciotti, una pietra miliare di questo programma...

Ameri e Ciotti sono stati straordinari. Direi insostituibili. Sono di quella generazione di radiocronisti da cui ho imparato, come anche da Alfredo Provenzali, che è ancora al timone di "Tutto il calcio minuto per minuto". Gli sono veramente grato.

 

Qual'è invece la partita che rimane indelebile nel suo cuore?

Sicuramente la finale del Mondiale di Germania 2006. E' stato fantastico raccontare la vittoria dell'Italia proprio come due miei illustri predecessori, Niccolò Carosio e lo stesso Enrico Ameri. Un'emozione che porterò sempre con me.

 

C'è invece un consiglio che darebbe a tutti quei ragazzi che vogliono intraprendere la carriera di radiocronisti?

Quella di diventare prima dei giornalisti preparati, poi di sperimentare questa specializzazione, mantenendo comunque la versatilità che fa parte di questo mestiere. Si può diventare bravi radiocronisti essendo anche dei valenti giornalisti.

 

E' un mestiere che ha molto di poetico...

Sono d'accordo, raccontare attraverso la radio il calcio è molto romantico. Affonda addirittura le radici anche in personaggi famosi del passato. Chi non ricorda le poesie di Umberto Saba che parlava della sua Triestina...

 

Ci sono trasmissoni simili a "Tutto il calcio minuto per minuto", in altre nazioni?

Ci sono trasmissioni che ricalcano questo programma radiofonico. Forse la differenza è che "Tutto il calcio minuto per minuto" ha avuto il merito di trasmettere quella creatività e quel pathos tutti italiani che ha reso leggendaria questa trasmissione.


(Franco Vittadini )



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