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ESCLUSIVA CHAMPIONS/ De Marchi: vi racconto di Borini e del suo debutto con il Chelsea

MARCO DE MARCHI racconta Fabio Borini giovane italiano che stasera sarà in panchina nella sfida di Champions League dei blues contro il Porto

borini_R375x255_27APR09.jpg(Foto)

Chelsea-Porto è la prima in Champions di Carletto Ancelotti. E in panchina l’ex tecnico rossonero non sarà l’unico italiano, visto che vicino a lui siederà anche Fabio Borini (nella foto chelseafc), diciottenne cresciuto nel vivaio del Bologna e da un paio di anni a Londra con i blues. Abbiamo contattato il suo procuratore, Marco De Marchi, che dalla capitale inglese racconta, in esclusiva per ilsussidiario.net, come il giocatore sta vivendo l’attesa.

Vi aspettavate la chiamata di Mister Ancelotti per un posto in panchina?

Frank Arnesen ha sempre avuto fiducia nella potenzialità del ragazzo e Ancelotti, appena lo ha visionato, ha apprezzato le sue qualità. Per entrare poi nella rosa e magari giocare titolare  ovviamente devono esserci infortuni o squalifiche di giocatori del calibro di Drogba e Jo Cole...

Possiamo dire che la panchina di stasera è un premio per il lavoro fin qui svolto?

Borini ha fatto dei notevoli progressi in questi anni. Da inizio stagione ha giocato con le giovanili dei blues una decina di partite segnato 8 o 9 goal, mettendosi chiaramente in evidenza.

Quando è venuto a conoscenza della panchina di stasera?

Ieri Fabio mi ha chiamato e mi ha raccontato la bella notizia... D'altra parte Ancelotti, come dicevo, ha espresso più volte apprezzamenti nei suoi confronti...

La possibile squalifica del Chelsea per le prossime due sessioni di mercato potrebbe spingere a puntare su giovani come Fabio?

Il fatto di non poter operare, nonostante ci sia ancora da aspettare l'esito del ricorso, spinge il Chelsea a guardare con particolare interesse all’accademia e ai giovani giocatori che si stanno formando.

Da addetto ai lavori anche lei pensa che le squadre inglesi stiano “rubando” i talenti del nostro calcio?

Sono sempre dell’idea che un qualsiasi giocatore debba crescere nel proprio habitat. Ci sono però delle regole e se queste vengono rispettate non si compie nessun atto “illegale”.

Un po’ quello che è successo a Borini?

Giocò nella primavera del Bologna, nonostante per l’età fosse della categoria allievi. Vennero fatte alcune valutazioni tecniche e non gli venne offerto nessun contratto da professionista, nemmeno il minimo federale. Il Chelsea allora lo opzionò e se lo portò a Londra.

E oggi potrebbe addirittura debuttare…

Speriamo, speriamo…

(Eugenio Monti)

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