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CHAMPIONS LEAGUE/ Inter, Milan, Juventus: il bilancio di Nando Sanvito

Pubblicazione:giovedì 17 settembre 2009

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ESCLUSIVA CHAMPIONS LEAGUE - Abbiamo chiesto a Nando Sanvito, giornalista sportivo di Mediaset che ieri ha seguito a bordocampo il match tra Inter e Barcellona, un commento, in esclusiva per ilsussidiario.net, sulla prima giornata di Champions di Inter, Milan e Juventus.

 

 

Si può trarre un primo bilancio dopo il primo turno di champions league e soprattutto dopo inter-barcellona?

Il pubblico ha lasciato San Siro con la convinzione che la distanza tra le due squadre sia molto più profonda di quanto si sperasse. E’ vero che con Cambiasso o Stankovic davanti alla difesa il divario sarebbe stato inferiore, ma allora dovremmo mettere sulla bilancia anche l’assenza di Iniesta tra i titolari del Barça. 33 a 67 nella percentuale di possesso palla sono numeri impressionanti. Poi non è detto che chi gioca meglio vinca e dunque in prospettiva c’è speranza anche per chi ieri è apparso sul campo nettamente inferiore. Resta il fatto che vedere giocare Messi e compagni è una delizia per gli occhi...


Contro un rivale molto più abbordabile non è però che la Juventus abbia brillato di più

Una settimana fa un giornale spagnolo ha fatto una media a livello europeo delle quote su chi si ritiene vincerà la champions league e la Juventus non compare tra le prime 7 squadre, superata anche da Milan e Liverpool.

Sullo specifico di Juve-Bordeaux, credo che Ferrara abbia ricavato la convinzione che senza Diego non sia proponibile lo stesso modulo, perché Diego ha forza fisica e classe per fare una sorta di centravanti arretrato e nel contempo ricoprire compiti di centrocampista puro, caratteristica che nessun altro componente della rosa bianconera ha. I francesi erano sempre in superiorità numerica nella zona nevralgica del campo.

 

Se non altro il tanto bistrattato Milan si è consolato con la vittoria di Marsiglia…

Importante per la classifica ma soprattutto per l’autostima del gruppo. Bisogna essere realisti però. Il tipo di gioco che fa il Milan può essere adeguato per il palcoscenico europeo, dove giocano e lasciano giocare ma in campionato ci vuole altra musica, una squadra più dinamica e più veloce e con un altro modulo tattico, dove si può anche prevedere di prescindere dai vari Ronaldinho e Seedorf, che in Europa invece fanno la differenza.

 

E’ stato giusto allora far fuori Ronaldinho a Marsiglia?

Sono convinto che avrebbe fatto la stessa partita che ha fatto Seedorf. L’unica cosa chiara è che non possono coesistere, perché la squadra non può supportare la presenza di entrambi e non a caso a Siena il brasiliano, senza l’olandese, ha brillato e viceversa martedì. A Livorno con in campo entrambi abbiamo visto come è andata…



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