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CHAMPIONS LEAGUE/ La critica di Sacchi: «Italia paurosa e difensiva, il Milan nell’89…»

L’ex allenatore rossonero, Arrigo Sacchi, analizza le prestazioni delle nostre italiane impegnate in Champions

Inzaghi_R375_26feb09.jpg(Foto)

CHAMPIONS LEAGUE – Attraverso le pagine della Gazzetta dello Sport Arrigo Sacchi ha effettuato una disamina delle gare delle quattro italiane impegnate in Champions. L’ex tecnico del Milan è preoccupato per il calcio italiano, lontano anni luci da quello spumeggiante delle spagnole, inglesi e sudamericane: «C'è un lavoro che in nazioni come Brasile, Argentina e Spagna – spiega Arrigo - nasce in modo spontaneo dalla gioia di creare qualcosa di divertente. In Italia siamo agli antipodi: il nostro calcio, a parte qualche eccezione, è pauroso e difensivo, che non prevede la padronanza del gioco e l'iniziativa. Abbiamo sempre e solo preteso la vittoria, anche se immeritata, ma in qualsiasi modo. Abbiamo lavorato sempre per vincere e non per essere protagonisti. Ci siamo sempre difesi con tanti e attaccato sempre con pochi».

«In Italia è più difficile imitare Barcellona e Manchester – continua la disamina di Sacchi - e ciò non dipende soltanto dalla qualità dei giocatori. Facciamo i conti con storia vincente, ma quasi mai divertente e con ambienti tumultuosi e impazienti». La “colpa”, secondo l’ex tecnico, è anche di chi sta fuori dal campo: «Il calcio dovrebbe essere gioia, allegria, dominio della palla e del campo. E allora i tifosi lo richiedano con forza, i dirigenti non pensino di risolvere tutto in fretta e soltanto con l'acquisto di grandi giocatori. Gli allenatori si aggiornino e creino un calcio più coraggioso e colto. E i giocatori svolgano lo loro attività con passione e modestia, alla ricerca della perfezione: soltanto così si potrà colmare il gap attuale».

Sacchi ricorda infine un episodio passato, simbolo del bel calcio giocato: «Nel 1988, dopo aver battuto il grande Real Madrid, i giocatori del Milan mi dissero “Abbiamo vinto, ma loro giocano meglio” . Grazie all'autocritica e al lavoro – conclude - sette mesi dopo, nel 1989, li battemmo 5-0 e vincemmo Coppa dei Campioni, Supercoppa Europea e Coppa Intercontinentale».

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