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Calcio e altri Sport

ESCLUSIVA/ Ceravolo: da Moggi a Ferrara, ecco 12 anni di Juventus

FRANCO CERAVOLO per 12 anni capo degli osservatori della Juventus, presenta la sfida di stasera con il Livorno con un giudizio sul presente, targato Ciro Ferrara, e il passato che rispondeva al nome di Luciano Moggi

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Nel calcio come in tutte le realtà lavorative c’è chi opera nell’ombra e lontano dalla luce dei riflettori. Per queste persone parlano i risultati. Franco Ceravolo corrisponde esattamente a questa descrizione. Oggi direttore generale dell’Arezzo, lotta per riportare in alto la compagine toscana, nelle serie cosiddette minori (prima divisione) cerca la gratificazione, il che significa raggiungere gli obiettivi di inizio stagione. Il suo curriculum è ricco, le sue squadre hanno vinto molto. Non ci sono solo 12 anni alla corte della Juventus come capo degli osservatori, ma anche – per citarne alcuni – i successi con Lo Spezia (la serie B dopo più di cinquant’anni) e con il Livorno (promosso in A quest’anno). In estate era in procinto di andare al Bologna, ma poi alla fine saltò tutto, tanto che decise di ripartire con rabbia dalla prima divisione. In questa intervista esclusiva a ilsussidiario.net racconta cosa è successo questa estate, ricorda i suoi anni alla Juve, il periodo a Livorno e il presente con l’Arezzo.

Si affrontano Juventus e Livorno, due squadre che conosce molto bene… Che partita dobbiamo aspettarci?

Per il Livorno è un evento importante. Succede così ogni volta che una squadra di provincia affronta una big, in questo caso una tra le più rinomate e blasonate. Sulla carta il risultato è scontato, ma nel calcio non si può mai dire perché conta la voglia di vincere. Certo la Juve parte avvantaggiata.

Quali possono essere le ambizioni del Livorno?

Fa parte di quelle 7/8 squadre che hanno le potenzialità per salvarsi. Ha alcuni giocatori come Tavano e Pulzetti che hanno voglia di far bene, in più è ritornato Lucarelli che a Livorno ha sempre fatto bene.

Qual è il suo pronostico per lo scudetto?

Sarà un duello tra Inter e Juve. Non vedo altre squadre allo stesso livello.

Cosa pensa di Ciro Ferrara?

Ciro è un amico, sta dimostrando di essere un grande allenatore oltre che un comunicatore. Gli auguro tutto il bene possibile.

Se guarda a questi anni qual è stata la soddisfazione più grande?

L’aver dato l’opportunità a tanti giovani di arrivare in prima squadra e poi in nazionale. Penso ai vari Marchisio, Giovinco, De Ceglie, Sculli, Palladino e Nocerino. L’aver dato l’opportunità a tanti di crescere è il massimo della gratificazione. Un conto è avere campioni già affermati, un’altra cosa è vederli crescere a 13/14 anni.