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ESCLUSIVA CHAMPIONS LEAGUE/ Rubin Kazan - Inter, per Valerio Brandi è un derby...

Pubblicazione:lunedì 28 settembre 2009

Brandi_Valerio_R375_27ago09.jpg (Foto)

 

L’essermi diplomato nei tempi giusti mi ha permesso di poter andare in Russia senza patemi d’animo. Fino al giugno scorso, di mattina andavo a scuola e, appena uscito, mi recavo agli allenamenti: un vero tour de force. Uscivo di casa alle 8 di mattina e rientravo alle 7 passate di sera, con ancora tutti i compiti da svolgere. Ora è tutto più tranquillo: il tempo lasciato libero dalla scuola lo occupo visitando Kazan, studiando russo, conoscendo nuove persone. Posso dedicarmi a ciò che mi piace, concentrandomi a pieno sugli allenamenti e questo è il massimo per poter fare il meglio possibile.


Come è nato questo interesse dei russi verso di te? Quali sono state le tappe del cammino che ti ha portato a Kazan?

Un collaboratore del Rubin mi ha visto giocare per caso in Italia, quindi mi ha chiesto di fare un provino per la squadra: così ad inizio luglio sono andato in Austria per 3 giorni dove il Rubin Kazan era in ritiro. Sono piaciuto al mister, che ha poi deciso di farmi firmare il contratto.

 

Che ambiente ti ha accolto nella tua nuova squadra?

I ragazzi mi hanno accolto come un fratello minore, con molto rispetto e cercando di farmi sentire a casa nei limiti del possibile. Ho trovato molta attenzione anche da parte dello staff tecnico e dirigenziale che non esitano mai ad ascoltare ogni mio possibile problema. Per ora comunico con loro tramite il traduttore, presto però spero di poterlo fare autonomamente, con gli altri giocatori invece parlo in inglese e poi, sul campo, il calcio è un linguaggio universale!

 

(Marco Fattorini)



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