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ESCLUSIVA/ Sampdoria, lo "Special One" Favini racconta Pazzini dai 14 anni alla...Nazionale?

MINO FAVINI responsabile del settore giovanile dell'Atalanta racconta Giampaolo Pazzini, uno dei suoi ragazzi ai tempi delle giovanili degli orobici e ora trascinatore dei blucerchiati in vetta alla classifica

pazzini_palombo_R375x255_27set09.jpg (Foto)

E' un genio del pallone. Mino Favini è stato definito da Cesare Prandelli lo special one, già prima che questo appellativo fosse destinato a Mourinho. Lui è un grande scopritore di talenti, di giocatori che poi si sono affermati nel nostro campionato. Fra questi c'è Giampaolo Pazzini, il centravanti della Sampdoria che ha sconfitto l'Inter dei mille campioni. Favini ha una lunga carriera alle spalle. Tanto per citare alcuni nomi, aveva scoperto Stefano Borgonovo e Gianluca Zambrotta. All'Atalanta poi ha scoperto giocatori come lo stesso Pazzini, Montolivo, Guarente, Pisani, Rossini, Montolivo e recentemente Vito Mannone, portiere ora in forza all'Arsenal.

Favini ci può raccontare la storia di Pazzini, da quando l'ha scoperto a quando l'ha portato all'Atalanta?

Siamo andati a prenderlo al Margine Coperta, la squadra di un paesino vicino a Montecatini. Aveva solo 14 anni e già dimostrava tutto il suo talento. Del resto da quella piccola società sono venuti fuori giocatori come Pisani, Rossini, Guarente. Calciatori che hanno arricchito il vivaio dell'Atalanta.

Una bella storia quella di Pazzini...

Sì è un ragazzo che col tempo è cresciuto, non si è mai montato la testa. Le vittore sono state importanti, ma hanno contribuito a formargli il carattere. Come la Coppa Italia Primavera conquistata con l'Atalanta o come l'esordio in serie A a soli 18 anni o il successo nel Campionato Europeo under 21. E' grande come calciatore e come uomo.

Ci può raccontare qualche aneddoto?

Ho un ricordo particolare che riguarda sia Pazzini che Montolivo. Hanno vinto il titolo europeo e proprio nello stesso periodo hanno conseguito rispettivamente il titolo di ragioniere e di geometra. Non hanno rinunciato a studiare, capendo come sia importante l'impegno scolastico, anche se sono calciatori famosi. Segno di un'intelligenza e di un'umiltà notevole...

Che rapporto ha con Pazzini, lo sente ancora?