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SERIE A/ Juventus, i bianconeri di oggi e di ieri ricordano la scomparsa del mito Scirea

A 20 anni dalla scomparsa di Gaetano Scirea, Del Piero, Grosso, Zoff e Tardelli, ricordano il mitico libero bianconero

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SERIE A JUVENTUS – Oggi, giovedì 3 settembre 2009, ricorre il 20ennale dalla morte di Gaetano Scirea, un grandissimo del passato bianconero. Molti sono i giocatori del presente e del passato juventino che hanno voluto ricordare con un messaggio il compianto calciatore scomparso prematuramente.

«Scirea? Lo racconterò ai miei figli, sì, perché è giusto non dimenticare - ha detto ai microfoni di Sky Sport Del Piero - racconterò quello che ha lasciato, quello che è stato ed è ancora oggi per tutto il popolo juventino e per il calcio italiano in genere, una persona che ha avuto sempre rispetto di tutti, si è comportato in modo esemplare e gode tutt’ora della massima stima da parte di tutto il mondo sportivo, non solo dei tifosi juventini. Mi piacerebbe che i bambini oggi mi vedessero come io vedevo lui allora. E’ importante ricordarlo per il mondo del calcio e non solo per quello – conclude il capitano - perché Scirea è stato una persona positiva sotto tutti gli aspetti. La sua carriera e la sua vita sono un modello di per sé, un insegnamento con i fatti, non a parole».

Parole di affetto anche da parte del neo-juventino Fabio Grosso, che indosserà la maglia numero 6 quella che è stata proprio di Scirea: «Indossare la maglia numero 6 della Juventus sarà un onore e un grande privilegio – spiega il terzino sinistro - portare il numero di Gaetano Scirea, una leggenda del calcio, un uomo che ancora oggi è un esempio per tutti noi calciatori, contribuisce a farmi sentire, da subito, parte di una storia sportiva straordinaria».

L’ex compagno di squadra Dino Zoff lo ricorda invece così: «Gaetano? Un uomo straordinario e un calciatore straordinario. Un esempio di stile e classe sia in campo che fuori. Ricordo che durante i Mondiali di Spagna Tardelli non riusciva a prendere sonno la notte prima delle partite. Per rilassarsi veniva in camera nostra; la chiamava la “Svizzera” perché era il posto più tranquillo del ritiro. Sarebbe stato un ottimo allenatore, se ne avesse avuto l’opportunità: sapeva convincere, gli piaceva insegnare. Il calcio di oggi gli sarebbe piaciuto, anche se non era il tipo da rincorrere miraggi di protagonismo. Non sarebbe mai diventato un “personaggio” da copertina, ma avrebbe saputo farsi ascoltare da tutti. Il suo erede? Fino a ieri Paolo Maldini, oggi non saprei».

Infine il pensiero di Tardelli: «Era uno dei giocatori più forti del mondo, ma era troppo umile per dirlo o anche solo per pensarlo. Il suo essere silenzioso e riservato forse gli toglieva qualcosa in termini di visibilità, ma certamente gli faceva guadagnare la stima, il rispetto e l’amicizia di tutti, juventini e non. Io e lui avevamo caratteri completamente opposti, ma stavamo bene insieme. Una volta venne a trovarmi al mare e giocammo insieme a nascondino. Una cosa strana per dei professionisti di serie A, invece faceva parte del nostro modo di stare insieme e di divertirci in maniera semplice. Nel calcio d’oggi credo che si sarebbe trovato un po’ spaesato, ma solo a livello personale. Calcisticamente era uno molto competente e avrebbe saputo rendersi anche autorevole. Diciamo che personaggi con il suo carattere, al giorno d’oggi, nel mondo del calcio non ce ne sono più».

Gaetano Scirea ha giocato nella Juventus dal 1974 al 1988. In totale ha disputato 377 gare vincendo tutto quello che c’era da vincere e precisamente 1 Coppa dei Campioni, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa Uefa, 1 Coppa delle Coppe, 7 Scudetti, 2 Coppe Italia e naturalmente il Campionato nel Mondo nel 1982 con la maglia azzurra della Nazionale.

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