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ESCLUSIVA GOLF/ Matteo Manassero, il baby fenomeno si racconta

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Sedici anni soltanto, nato a Verona, da quando aveva 3 anni e mezzo calca i campi da golf. Matteo Manassero, enfant prodige del golf azzurro, è balzato all'onore delle cronache  lo scorso giugno quando, con una prestazione da autentico campione, si è aggiudicato la 114esima edizione dell'Amateur Championship, diventando così il più giovane vincitore di un Major Amateur (un torneo per i dilettanti). Il primato precedente apparteneva a Tiger Woods che lo vinse a 18 anni. Poi ha stupito ancora, arrivando 13esimo nella 138.ma edizione dell'Open Championship a Turnberry, in Scozia, aggiudicandosi così la silver medal, il riconoscimento riservato al miglior dilettante del torneo. I giornali inglesi hanno parlato di lui come di un fenomeno che sarà capace di lasciare una traccia indelebile nella storia del golf dei prossimi anni. Lui non ci pensa, gioca e golf  e frequenta il liceo scientifico a Verona...


Così giovane e così famoso, cosa si prova?

Certo i successi mi fanno piacere, la popolarità anche. Ed è una soddisfazione giocare al livello di grandi campioni come Watson e Tiger Woods. Sono contento di tutto quello che mi sta accadendo in attese di successi futuri ancora più importanti.

 

Quali sono i campioni che più ammiri nel golf e a quali pensi di assomigliare come stile di gioco?

Il campione che preferisco è il giocatore nordirlandese Rory McIlroy. Penso di assomigliare come stile di gioco a uno dei miti di questo sport, Severiano Ballesteros.

 

Come vedi il futuro del golf in Italia?

Sicuramente i miei successi e quelli di altri giocatori italiani non possono che fare bene a tutto il movimento. Di certo il golf sembra non essere più sport di nicchia, ma sta trovando nuovi appassionati in tutte le fasce sociali. Anche nel mondo c'è un'evoluzione di questo sport... Non sono più solo i paesi tradizionali, come quelli anglosassoni quelli dove il golf è praticato, Anche l'Asia, il Sudamerica e altre nazioni stanno scoprendo il golf e non è cosa da poco. Tra poco il golf potrebbe entrare alle Olimpiadi.

 

Cosa significherebbe per te andare alle Olimpiadi?

E' uno dei miei sogni. Mi vedo già a Londra o in qualche altra Olimpiade del futuro a lottare per una medaglia e a rappresentare il mio paese. Sarebbe un'emozione incredibile, da ricordare per tutta la vita.

 

Altri sogni di Matteo Manassero?

Quello naturalmente di diventare un giocatore professionista importante. Di vincere il British Open. Di lasciare un segno nei 4 Major, vincendoli ovviamente. Di fare una carriera importante in questo sport, il golf che per me è un'autentica passione.


Intanto la popolarità non ti sta montando la testa. Hai detto in diverse occasioni che prima del golf viene la scuola...

Certo, voglio finire il liceo scientifico e nello stesso tempo diventare un giocatore professionista. Sono cose che si possono conciliare e che voglio fare a tutti i costi.

 

Hai l'immagine di un ragazzo tranquillo. Come sei fuori dal golf?

Mi piace stare con gli amici, con la mia famiglia. Tifo Milan e dico che torneremo grandi. Mi piace il tennis e ammiro tantissimo un giocatore come Nadal. Sono un ragazzo normale, come tanti, con l'amore per il golf, sport in cui spero di fare cose grandi, indimenticabili.

 

(Franco Vittadini)



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