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ROMA/ Bossi chiede scusa. E a Milano nasce il Roma Club dei professionisti

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AS ROMA - Dal Colosseo al Duomo, andata e ritorno. Il tutto in pochi giorni ma con una mole di pensieri, parole e reazioni che hanno monopolizzato pagine di giornali e servizi televisivi. L'ennesima querelle Roma-Milano è stata innescata da una battuta di Umberto Bossi che, dal palco di una manifestazione, ha scandito a modo suo il celebre S.P.Q.R. (Senatus Populusque Romanus), emblema dell'impero Romano e tutt'oggi simbolo del comune di Roma. "Sono porci questi romani" è la reinterpretazione in chiave ironica (?) che ha fatto infuriare Roma e dintorni. Perfino i calciatori giallorossi sono scesi in campo per difendere la città dove si allenano e da cui quotidianamente ricevono genuine dosi di calore popolare.

 

E se Totti ha invitato Bossi a fare "questi bei discorsi su Roma e i romani anche davanti al Colosseo o sotto la Curva Sud”, il suo collega Jeremy Menez, interpellato dalle Iene, non ha usato mezzi di termini, dichiarando che il Senatùr "non capisce un c….". Nella giornata di giovedì sono però arrivate le scuse di Umberto Bossi che, ribadendo si trattasse solo di "una battuta", ha fatto mea culpa. "Chiedo scusa ai cittadini se ho offeso qualcuno", anche se, sottolinea il leader della Lega, "sulle mie parole ci sono state strumentalizzazioni politiche, sono stato impiccato per una frase".

 

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