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SCONTRI ITALIA SERBIA/ Ritratto: ecco chi è Ivan “il terribile” Bogdanov l'ultras serbo con il passamontagna

Bogdanov pochi minuti dopo l'arresto (Foto Ansa) Bogdanov pochi minuti dopo l'arresto (Foto Ansa)

L'arresto del capo ultrà non è stato cosa facile. Gli agenti di polizia hanno dovuto setacciare stadio, zone antistanti e pullman dei tifosi, in più sono stati controllati centinaia di supporters serbi con relativi tatuaggi per capire se qualcuno di essi esibisse gli stessi simboli che Ivan ha spavaldamente messo in mostra a tv e fotografi. Dopo una sfilata di perquisizioni alle 2.41 è arrivato il momento decisivo: L'ultimo pullman da controllare è stato circondato da un ingente numero di forze dell'ordine. Al suo interno nessuna traccia di Ivan, salvo poi scoprire che l'uomo, ormai braccato, era nella pancia dell'autobus, precisamente nel suo vano bagagli. Prelevato di forza dagli agenti, è stato immobilizzato e arrestato tra gli applausi dei presenti.

 

Le foto del post-arresto sono eloquenti: il capo ultrà, torso nudo ricoperto da tatuaggi, staziona in piedi con aria da duro, braccato da quattro agenti di polizia e intercettato dai flash dei fotografi. La sua gita di distruzione è terminata a Marassi, intorno alle 2.40, senza il beneficio dell'impunità. Ivan è stato arrestato e, dopo una notte in cella presso la questura di Genova, è stato trasportato al carcere di Marassi. A un tiro di schioppo dallo stadio dove ha recitato la parte del leone.

 

(Marco Fattorini)

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