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ROMA GENOA/ Bentornato Luca Toni. Cinque mesi dopo, tra emozioni e rivincite

Toni_Totti_Roma_R400.jpg (Foto)

 

GOL E CORSA SCUDETTO. La sua permanenza nella Capitale, durata appena cinque mesi, è proseguita tra i dubbi sul futuro e le aspettative del presente. Ma Gulliver, o Pennellone che dir si voglia, non ha atteso il destino, facendo tutto il possibile per meritarsi applausi e stipendio. Prestazioni di sudore e sacrificio ("ho dato tutto quello che potevo") in cui il bomber ha fatto a sportellate con le difese avversarie, facendo salire la squadra e procacciando occasioni. Ma anche I gol a Livorno e Udinese, per arrivare alla rete del 2-1 all'Inter che rimarrà  una perla indelebile nella mente dei tifosi romanisti. E in quella di Toni: "non potrò mai dimenticare la mia corsa sotto la Sud e quella marea umana che sembrava venirmi incontro, da brividi". La sua mano sull'orecchio, biglietto da visita per un'esultanza collaudata, approdava puntualmente sotto la Curva romanista dove una folla in delirio faceva a spintoni per coccolarselo.

 

UN FINALE DIVERSO. La corsa scudetto vissuta da protagonista, il grande impegno personale e l'affetto del pubblico: tanti ingredienti per una festa presente e futura che tuttavia non hanno portato alla conferma sperata da Toni stesso. Si è trattato di una decisione dai tanti punti focali. La difficile collocazione nell'attacco giallorosso, l'età avanzata e i possibili ostacoli economici per il suo trasferimento definitivo, unitamente ai progetti della società, hanno spianato la strada alla partenza del giocatore. E così Toni ha fatto le valigie senza che nessuno da Trigoria lo tirasse per la giacca pregandogli di restare, un esito da lui stesso metabolizzato con un po' di amarezza ("pensavo che facessero di più per trattenermi"). Senza contare la delusione per il fatto che nessuno, ai piani alti della società, "sia venuto a salutarmi o ringraziarmi".

 

UNA NUOVA STORIA. Lo spirito, però, è quello di un ventenne: con rinnovate motivazioni il bomber di Pavullo ha accolto il progetto Genoa e oggi si dice pronto a "fare gol alla mia ex squadra per poter fare una dedica speciale". Timido il ragazzo, convinto pure che "esultare non sarebbe mancanza di rispetto". Contemporaneamente però, Luca conserva ottimi ricordi della sua esperienza romana, non passa intervista in cui non spenda parole di stima per l'amico Totti, i suoi ex tifosi ("per sempre nel mio cuore") e la sua ex squadra che gli hanno regalato 5 mesi intensi, 17 presenze e cinque gol. Ora l'Olimpico giallorosso è pronto ad accogliere nuovamente il suo ex bomber: niente fischi, solo applausi per chi, qualche mese fa, ha lottato per lo scudetto con cuore e sudore. In questi casi il prefisso "ex" non significa null'altro che riconoscenza. 

 

(Marco Fattorini)

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