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AS ROMA/ L'attacco balbetta, le fasce sono sguarnite: urge una cura

Pubblicazione:martedì 26 ottobre 2010

Totti_derossi_ranieri_R400_ott2010.jpg (Foto)

AS ROMA - I mali della Roma 2010-2011 sono sparsi sul tavolino della critica, come carte scoperte, riecheggiano tra il silenzio stampa della società e le facce cupe di una squadra senza bussola. C'è la condizione fisico-atletica tutt'altro che strepitosa, la stessa che condanna i giallorossi ad un calo quasi obbligato in tutti i secondi tempi, ci sono i problemi difensivi che, almeno a Parma, sembrano arginati, c'è un attacco che non gira e un centrocampo ingessato, oltre al gioco senza coralità che la squadra esprime da troppe partite a questa parte. E poi ovviamente le classifiche parlano di nove punti in campionato e tre nel girone di Champions, numeri che mettono a rischio gli obiettivi di inizio stagione.

 

L'ATTACCO. I dati che arrivano dal reparto offensivo possono spiegare una buona fetta della crisi in quel di Trigoria. Sono undici i gol nelle prime dodici uscite ufficiali. Quasi la metà (5) arriva dal solo Marco Borriello che, nelle ultime gare, è tristemente relegato ad una singolare solitudine là davanti, mentre gli altri (Totti, Adriano, Menez, Okaka, Julio Baptista) sono ancora a secco con l'eccezione di Vucinic che, dopo il gol contro l'Inter, è tornato a giocare a corrente alternata. Quello che a ragione era stato definito un attacco stellare, ora poggia i suoi piedi a terra ed è chiamato a fare i conti con una sovrabbondanza problematica e cause di incompatibilità. Il Totti cannoniere delle ultime stagioni ha dovuto allontanarsi dall'area di rigore per lasciare spazio al bomber di razza, mentre giocatori come Menez e Vucinic hanno spesso eseguito il compito di cavalcare la fascia senza però ricoprirne i ruoli essenziali (tra cui quello dei ritorni). Il risultato è impietoso:  le polveri bagnate e un bottino modesto accompagnano un attacco ancora in pieno rodaggio, in cerca di identità e schemi di gioco.

 

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