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ESCLUSIVA 50 ANNI MARADONA/ Bagni io l’unico vero amico vi racconto chi è Diego

Bagni con Maradona, Nela e Giordano (Foto Ansa) Bagni con Maradona, Nela e Giordano (Foto Ansa)

Se dovessimo fare una classifica del gol più bello con la maglia del Napoli, Salvatore Bagni cosa sceglierebbe?

Il più bello è stato quello contro la Juventus a Tacconi su punizione. Di gol ne ho visti fare un’infinità. Quello del primo anno contro la Lazio: il 4 a 0 con – sbilanciato sulla sinistra - un pallonetto a Orsi. Le punizioni che tirava erano tutte agli incroci. Il gol del 2 a 1 del Milan nell’anno dello scudetto: controllo in corsa su passaggio di Giordano, Maradona supera Nuciari e Maldini che cerca di recuperare il pallone che sta entrando in porta. Gol e assist: giocava per la squadra, conquistava punizioni e attirava su di sé più giocatori.

 

Ad ogni giro di orologio si individuano degli eredi… Ma c’è davvero qualcuno che gli assomiglia?

Nessuno. Nessuno in assoluto. Lui era il numero uno anche per le cose che non si vedevano. Messi, ad esempio, ha tutti i colpi di Diego, ma poi non trasmette nulla: se non è in giornata e la squadra avversaria lo blocca, lui non aiuta. Diego se non era in giornata, era lo stesso utile per i compagni: attirava su di sé i giocatori e non gli interessava la prestazione. Era una cosa diversa.

 

Parliamo del Maradona commissario tecnico, cosa è successo ai Mondiali contro la Germania?

La partita è stata totalmente sbagliata: ha lasciato spazio a una squadra che aveva la sua forza proprio nel chiudersi e nel ripartire. Ci sta nell’esperienza di un allenatore. Nessuno ha mai detto che sarà un grandissimo allenatore; lui ci prova con slancio. Tutti avevano parlato benissimo di lui per le prime quattro gare. Ama un calcio propositivo, offensivo (forse troppo), è mancato un po’ di equilibrio e la Germania ne ha approfittato, come del resto ha sempre fatto ai Mondiali. E adesso? Può rimettersi in gioco in qualche squadra? E’ sempre pronto. Non ha paura di niente e di nessuno e sono sicuro che prima o poi avrà un’esperienza a livello europeo. Penso che sia meglio in una nazionale, ma se ci sarà l’opportunità di una squadra europea lui non ha timori: affronta tutto a viso aperto.

 

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