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MILAN JUVENTUS/ Presentazione e analisi tattica dell’anticipo serale della 9a giornata

Pubblicazione:sabato 30 ottobre 2010

Allegri tecnico dei rossoneri (Foto Ansa) Allegri tecnico dei rossoneri (Foto Ansa)

MILAN JUVENTUS PRESENTAZIONE E ANALISI TATTICA - Cinque punti dividono il Milan dalla Juventus. Convincente, più sul piano dei risultati che su quello del gioco, il cammino dei rossoneri che hanno spesso raccolto i propri punti più con la forza delle proprie individualità che con la capacità di sviluppare un disegno tattico armonico e bilanciato. Dopo un inizio che ha visto due sconfitte nelle prime quattro giornate di campionato, e che ha visto la Juventus subire 7 dei 9 gol fino ad ora subiti, i bianconeri sembrano avere messo a posto la tenuta della propria retroguardia, imbattuta da 3 gare. Il tecnico Allegri si trova ad allenare una rosa che, dopo i fuochi d’artificio della campagna acquisti, è di elevato livello e, al contempo, di elevata complessità di amalgama tattico. Il tecnico livornese sembra non volere rinunciare a schierare 3 delle 5 punte in rosa e, al contempo, spesso Seedorf occupa uno dei tre ruoli da centrocampista.

 

Partito con il 4-3-3, nelle ultime esibizioni Allegri sembra avere sposato il 4-3-1-2 con Ronaldinho o Robinho alle spalle della coppia Pato-Ibrahimovic. Il vero rompicapo tattico del Milan, non è tanto la coesistenza dei 3 giocatori offensivi, poco propensi ai ripiegamenti difensivi, quanto quello di utilizzare la maniera migliore di innescare la coppia di attaccanti Ibrahimovic-Pato, senza, contemporaneamente, rendere sbilanciata la squadra. In linea di principio, la coesistenza di tre attaccanti così poco inclini al sacrificio tattico in fase di non possesso palla, appare possibile scegliendo una fase offensiva orientata al gioco corto e al possesso palla, al fine di avere le linee vicine e la squadra corta al momento della perdita del pallone e di utilizzare il possesso palla stesso come arma difensiva. In realtà Ibrahimovic entra in sofferenza tattica se innescato dopo lunghe manovre palleggiate, con passaggi corti e se i movimenti a lui richiesti sono a breve raggio e coordinati con quelli dei compagni in spazi ridotti.

 

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