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MILAN JUVENTUS/ Presentazione e analisi tattica dell’anticipo serale della 9a giornata

Allegri tecnico dei rossoneri (Foto Ansa) Allegri tecnico dei rossoneri (Foto Ansa)

Questo, al di là degli eventuali problemi relazionali con Guardiola, i motivi tattici del parziale fallimento di Ibra al Barcellona. Il fuoriclasse svedese preferisce essere servito piuttosto presto nella manovra, con passaggi in verticale e spazi ampi in cui muoversi. Allegri questo lo sa, e, sin dall’inizio del campionato ha invocato e cercato più verticalità nella manovra della propria squadra. Anche Pato mostra la massima pericolosità se lanciato in spazi larghi. Ma, l’utilizzo di un gioco maggiormente verticale al fine di sfruttare al meglio le caratteristiche di Ibra e del Papero, porta inevitabilmente ad un allungamento della squadra che un gioco maggiormente palleggiato potrebbe prevenire e, le scarse propensioni al ripiegamento difensivo del trio d’attacco, si traducono in una squadra spezzata in due con sette o addirittura sei uomini a difendere e tre o quattro uomini sopra la linea del pallone con poca attitudine a rientrare.

 

L’ottimo Allegri non è ancora riuscito a risolvere del tutto questo rebus tattico. Completamente diversi sono i principi tattici su cui si basa la Juventus di Delneri, che fedele al suo 4-4-2, sembra avere trovato la soluzione della sua equazione impiegando come esterno sinistro di centrocampo offensivo Claudio Marchisio, al fine di consentire maggiore libertà tattica, dal lato opposto, all’estro e alla fisicità di Milos Krasic e di integrare nella costruzione della manovra i contributi di Felipe Melo e di Alberto Aquilani, il cui ingresso nella squadra titolare ha velocizzato e migliorato qualitativamente la circolazione della palla della manovra juventina. La squadra tende a essere corta, con le linee vicine tra di loro, molto veloce e propositiva nello sfruttare possibili ripartenze. Se il rendimento della linea difensiva è migliorato notevolmente partita dopo partita, rimane ancora un’incognita il rendimento del reparto di attacco dove, i continui infortuni di Amauri e Iaquinta, entrambi assenti nella match di sabato sera, non hanno consentito alle due prime punte in rosa di avere, quando disponibili, uno stato di forma accettabile.