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ROTTURA CASSANO GARRONE/ Il circo è finito: ora non resta che la malinconia

Pubblicazione:domenica 31 ottobre 2010

Cassano con Garrone: è fine di un amore (Foto Ansa) Cassano con Garrone: è fine di un amore (Foto Ansa)

Garrone, che lo aveva adottato come un nipote offrendosi di fare da testimone alle nozze e da padrino al battesimo dell’erede, gliene aveva perdonate non poche: dalla sfuriata verso Pierpaoli (5 turni di squalifica) al crescendo di dissidi con Del Neri, culminati lo scorso anno nei due mesi di esclusione. Ma stavolta la rabbiosa reazione sopra le righe, davanti ad altri giocatori, di fronte a una richiesta civile come quella di presenziare a una festa di club dove Cassano era atteso ospite d’onore, ha segnato una frattura definitiva: o sarà rescissione, su verdetto del Collegio Arbitrale, o sarà cessione a gennaio.

 

Fine di una storia che comunque è valsa la pena vivere, leggere, scrivere; e che desta identica malinconia dello smontaggio del tendone di un circo, oppure dell’alba cupa dopo la festa di Carnevale dei “Vitelloni”, quando tutta la tristezza del mondo sta in un’auto nera in fuga. Vale per Garrone - come a suo tempo per i presidenti di Roma e Real e adesso, chissà, di Inter o Fiorentina o Juventus – quel che, in uno splendido film di Carlos Sorin, viene detto dai compagni all’allevatore Juan, mesto perché appena morso dal suo cagnone Bombòn: «Chi ha un dogo e non ha cicatrici, non ha un dogo».



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