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REPORTAGE CICLISMO/ «Dopato a chi?». L'altra faccia del pedale dopo la bufera Torri

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Se ci fossero meno soldi non ci sarebbe il doping.

Falso: c’è più cultura del doping tra gli amatori che tra i professionisti dello sport. E gli amatori non frequentano spesso i medici, mentre almeno gli atleti sì. Non bisogna leggere i giornali, basta guardare quanta porcheria si trova facilmente in vendita su internet, e quanti negozietti zeppi di barattolini si trovano vicino alle palestre. Non è una frase fatta, bastano poche parole buttate dentro Google per trovare steroidi e ormoni vari. Non si dopa solo chi corre in bici per lavoro, ma ci si dopa perché il Ragionier Fumagalli, dell’Uff. Recupero crediti, alla Gran Fondo Tal dei Tali vuole arrivare davanti all’Avv. Brambilla, alfiere dell’uff. legale del piano di sotto. Chi ha vinto la Maratona dles Dolomites (si scrive così, non è un refuso) quest’anno era un amatore che non avrebbe potuto correre perché già beccato positivo a un controllo antidoping (non riporto il nome: perché fargli pubblicità?). Oggi vogliamo vincere, primeggiare. Il secondo non esiste.

 

L’antidoping funziona: si becca molta più gente di prima, e gli altri sono puliti. Fino a prova contraria sono innocenti.

È vero l’antidoping scova più gente che negli anni ’90; però prendiamo sempre il ciclismo. Non vi sembra strano che i bombati spesso non siano i primi? Hanno fermato Riccò, secondo al Giro del 2008; pizzicato Khol (che il Tour del 2008 mica l’ha vinto); è stato fermato Di Luca, secondo al Giro del 2009; prima fu fermato Ullrich, secondo in tanti Tour de France, e Ivan Basso, secondo al Tour 2005. Lo stesso Mosquera alla Vuelta appena conclusa non è arrivato primo, ma secondo. Un profano potrebbe credere che il doping rende forte uno scarso e che chi arriva primo è per forza un fuoriclasse a cui lo scarso si voleva avvicinare. Le testimonianze di atleti che hanno fatto uso di queste sostanze parlano chiaro: le droghe regalano qualcosina in più del minuto di distacco che divide il campione dal brocco sulle grandi salite.

 

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