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ESCLUSIVA PRANDELLI/ Giovani e talento alla Cassano, così riparte la mia Italia

Prandelli commissario tecnico della Nazionale (Foto Ansa) Prandelli commissario tecnico della Nazionale (Foto Ansa)

In Italia sta avvenendo un piccola quanto significativa rivoluzione nel mondo del calcio con il progetto di Albertini e Sacchi per i settori giovanili. Cosa ne pensa? È d’accordo per cancellare il campionato Primavera?

La recente flessione di risultati delle selezioni giovanili ha indotto la Federcalcio ad interrogarsi sulle cause di questo fenomeno per individuare delle soluzioni efficaci. Con la nomina di Sacchi, Baggio e Rivera la FIGC ha mosso un primo passo importante e sostanziale per compiere una revisione generale del nostro sistema di formazione, tra cui la struttura dei campionati giovanili ai quali potrebbero essere apportati dei correttivi.

 

Il modello di sviluppo tedesco o spagnolo può essere esportato anche in Italia?

Ciascuna nazione dispone di proprie specificità e relative competenze che possono risultare più o meno efficaci nello svolgimento di un determinato progetto in un determinato contesto, ma che magari su base universale possono avere una valenza relativa. Non si tratta di importare tout court modelli sviluppati altrove e applicarli pedissequamente sulla nostra realtà sportiva, ma di avere capacità di analisi ed elaborazione utili a determinare interventi efficaci sotto il profilo metodologico e sostanziale. La cultura sportiva da questo punto di vista è un elemento fondamentale e il calcio italiano poggia su fondamenta molto solide.

 

Lei sta lavorando molto per individuare gli esterni di difesa (provati Antonelli, Cassani, De Silvestri). È questa une della sue preoccupazioni maggiori?

E’ un reparto nel quale, allo stato attuale e salvo poche eccezioni, il campionato italiano non offre un numero di alternative sufficienti a soddisfare gli standard richiesti dal livello internazionale. È anche per questo motivo che, a causa di partite concomitanti della U21 e infortuni, nell’ultimo raduno ho deciso puntare sull’esperienza e l’affidabilità di un campione come Gianluca Zambrotta, tornato ad esprimersi su livelli di eccellenza.

 

La sua Nazionale sarà forse la prima a non contare su un centravanti classico, ma piuttosto su punte di movimento. Lo conferma?

Non sono d’accordo. Borriello e Gilardino sono uomini d’area, seppur ciascuno con caratteristiche differenti. Il mio obiettivo è disporre del maggior numero di opzioni tattiche attraverso una sana concorrenza sui ruoli. Sotto questo aspetto abbiamo una rosa di ragazzi molto interessante.