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DERBY LAZIO ROMA/ L'aquila appiedata in un Olimpico bollente

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La gioia dei giocatori giallorossi (foto: Ansa)  La gioia dei giocatori giallorossi (foto: Ansa)

 Lo stadio è tutto meno che sold out (52 mila i paganti), ma l'atmosfera si scalda presto con lo scambio di scortesie tra le curve. Dal cuore del tifo biancoceleste spunta lo striscione "Salutate la capolista". La stessa curva Nord esplode in un boato quando l'aquila Olympia si concede per una passerella a bordo campo rigorosamente appollaiata sul braccio dell'addestratore, scortata da un cordone di steward. Applausi ed emozioni, ma niente volo per il rapace che, alla vigilia, era stato minacciato (chissà se per gioco) dai tifosi romanisti. Sugli spalti anche uno stuolo di vip (presente il cast di "Romanzo Criminale"), politici e il presidente Lotito. Assenti illustri Francesco Totti e Rosella Sensi, entrambi al caldo delle rispettive case per seguire il derby.

 

La partita comincia nella maniera più consona ad una stracittadina. Squadre guardinghe, spazi ben coperti, difensori sul chi va là. Poi la gara si accende, prima con i dribbling di Hernanes, poi con le incursioni di Vucinic. Nel primo tempo già una sostituzione: Menez fuori per infortunio, ecco il giovane Greco che illude tutti e segna, salvo poi scoprire che il guardalinee aveva alzato la bandierina per segnalare un fuorigioco tuttora discutibile.

 

Durante l'intervallo la metamorfosi di un cielo plumbeo promette pioggia. Ma prima delle perturbazioni (arriveranno solo nel post-gara) c'è tempo per un'esibizione delle frecce tricolori. La pattuglia acrobatica dell'areonautica ha fatto una capatina sopra lo spazio aereo dell'Olimpico nel corso della sua esibizione per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Pochi minuti e via con il secondo tempo che riparte sotto il segno della Lazio ma, in un batter d'occhio, si colora di giallorosso. Borriello mette a segno il primo rigore giallorosso, Vucinic sigla il secondo. Nel frattempo il match scorre tra il forcing della Lazio e le polemiche arbitrali. I giocatori biancocelesti protestano con veemenza per due situazioni sospette in area giallorossa. Morganti è sotto accusa.

 

Gli spalti si scaldano, il pubblico rumoreggia, vola qualche insulto, poi tutto torna alla normalità. Fino alla fine del match quando una parte dello stadio scoppia in un urlo liberatorio: canta, balla, esulta e sforna cori di scherno per i cugini laziali. "Vincerete, vincerete il tricolor", urlano i ragazzi della Curva Sud all'indirizzo dei tifosi biancocelesti. Nel fine gara ancora polemiche quando i giocatori della Lazio parlano con l'arbitro per chiarire alcune (mancate) decisioni, ma anche bei gesti come la sportività tra calciatori avversari, esempio ne è l'abbraccio tra De Rossi e Zarate. C'è tempo anche per la gioia corale della squadra giallorossa che, arrivata sotto la Sud, ha ricevuto una pioggia di applausi e affetto rafforzati dall'arrampicatore De Rossi che, aggrappatosi alle vetrate della curva, ha salutato i suoi tifosi. Il derby è sempre il derby, con emozioni e delusioni del caso. Una partita a sè, oltre il campionato e la contingenza dei tre punti in classifica. Un evento che ora monopolizzerà il dibattito cittadino e lo colorerà di allegria e sfottò. Almeno fino alla partita di ritorno.

 

(Marco Fattorini)



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