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ESCLUSIVA/ Di Natale, il fuoriclasse di provincia che preferì Udine alla Juve

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Di Natale festeggia dopo un gol (Foto Ansa)  Di Natale festeggia dopo un gol (Foto Ansa)

Sette mesi più tardi D’Amato lo convince a ritornare a Empoli. Lì inizia la sua trafila fino alla Primavera dove si ritrova in coppia con un certo Luca Toni. Poi il prestito nelle serie minori: al Liberzola, al Varese, al Viareggio e, infine, il ritorno all’Empoli, anche se il club toscano non era poi così convinto delle qualità del ragazzo: «Mi opposi – racconta D’Amato – al suo trasferimento; volevano cederlo in presto alla Lucchese in cambio di Tarantino. Dissi chiaramente che potevo portarlo in un’altra squadra e così fu confermato». In questi anni ha costruito il suo successo, dimostrando di volta in volta un grande attaccamento alla maglia. «Si è sempre innamorato del posto dove si trovava, non ha mai giocato per soldi. L’ha fatto vedere anche quest’estate quando ha rifiutato la Juventus. A Udine si diverte e a Torino non deve dimostrare più niente».

 

La serenità di un calciatore è data anche dalla presenza di una moglie (Ilenia) conosciuta a 19 anni, ai tempi dell’Empoli, quando ancora non era nessuno. «In quel periodo la famiglia della futura moglie gli fu molto vicina nei momenti bui: dopotutto era un attaccante del settore giovanile senza una grande disponibilità economica e costretto a vivere lontano dagli affetti». Come tanti altri napoletani, Di Natale non ha avuto la fortuna di giocare con la casacca del Napoli, anche perché «i napoletani diventano forti fuori dalla Campania. Lì c’è troppa pressione, c’è troppo casino. Il Di Natale calciatore nasce nella tranquilla Empoli».

 

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