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GENOA-NAPOLI/ L'ex rossoblu Faccenda: al gemellaggio contribuii anche io

intervista a Mario Faccenda

gemellaggio_napoli_genoa_r400.jpg(Foto)

16 maggio 1982: una domenica che ancora oggi resta scolpita nella memoria calcistica dell'Italia pallonara. Era il giorno dell'ultima di campionato: una giornata da vivere al cardiopalma. La Juve si era appena laureta campione d'Italia, ma il Milan per restare in A doveva battere il Cesena (già matematicamente salvo), il Bologna non doveva vincere e una squadra tra Cagliari e Genoa, doveva perdere: una matassa ingarbugliata e contorta, peggio di una roulette russa.

Il sito www.pianetagenoa1893.net ha intervistato Mario Faccenda, al Genoa dal 1981 al 1986, che divenne il protagonista assoluto di quella domenica e che oggi, in occasione del match Napoli-Genoa, ricorda le sensazioni di quel giorno. Con una puntualizzazione: "al gemellaggio tra le due tifoserie ho contribuito anch'io!" La prima domanda entra subito nel vivo della memoria, chiedendo, a distanza di oltre 28 anni, quali sensazioni di allora l'ex calciatore Faccenda si porta dentro ancora oggi: "Ricordo tanti particolari, a cominciare dall’atmosfera di quella giornata molto particolare. Il pubblico del San Paolo che fece il tifo per noi per quasi tutta la partita, forse perchè i tifosi non gradivano che il Milan potesse salvarsi e ancor di più il fatto che i rossoneri avessero ribaltato il risultato dal 2-0 al 2-3 in loro favore. Ci avevano preso in simpatia e ci incoraggiavano".

Faccenda ci tiene però a rimandare al mittente le critiche di chi accusò il Napoli di non essersi dannato l'anima per vincere parlando così di una salvezza immeritata: "Certo, non credo che quel giorno si battessero alla morte contro di noi: non ne avevano motivo, visto che non dovevano lottare per obiettivi particolari. Ma di sicuro si impegnavano, altrimenti avremmo già ottenuto un risultato positivo prima di quel finale di partita così importante per il Genoa. Anzi, a pochi minuti dalla fine stavamo perdendo 2-1 e contemporaneamente il Milan stava vincendo. Significava la nostra retrocessione in serie B".

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