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CLIMA/ Il WMO: Il 2010 l’anno più caldo. Ma i meteorologi vivono su Marte?

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ESTATE DA BATTERE I DENTI - Ma neanche l’estate è stata poi così calda. A caratterizzarla sono stati infatti temporali e clima fresco in agosto in Italia e inverno rigido nell’emisfero meridionale. Il sito ecplanet.com ha riportato una lista di avvenimenti, verificatisi tra giugno e agosto. Come i 500 pinguini del Sudafrica morti per il freddo a causa dell’ondata glaciale nel Capo orientale proprio durante i Mondiali di Calcio; la neve sul Brasile e le temperature sotto zero nel River Plate; l’ondata fredda eccezionale in Sudamerica; l’Oceano Antartico che per la prima volta ha raggiunto una superficie di 1,3 milioni di chilometri quadrati.

 

L’EFFETTO DEL VULCANO - E per quanto possa sembrare bizzarro, la colpa del clima freddo potrebbe essere stata dell’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull. Come dichiarato dal meteorologo Paolo Ernani al sito haisentito.it nell’aprile scorso, «se l’emissione di ceneri dovesse continuare e perdurare parecchi giorni si potrebbe creare, con i venti di quota, un sottilissimo strato di particelle sull’emisfero settentrionale. Nel 1883 l’esplosione del vulcano Krakatoa immise nell’atmosfera miliardi di tonnellate di pulviscolo e di fumi e l’anno dopo la temperatura scese di mezzo grado. C’è da aggiungere che l’emisfero nord è stato attraversato da una delle stagioni più nevose che si sia mai verificata, cosa che potrebbe provocare l’effetto albedo (la copertura nevosa riflette e non assorbe i raggi solari). Sommando questi due effetti dovremmo quindi avere un’estate piuttosto fredda». Possibile quindi che il caldo di cui parla il WMO si sia registrato in primavera?

 

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