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ESCLUSIVA MONDIALE PER CLUB/ Mister Ricci, l'italiano del Congo: la mia Africa e il segreto del Mazembe, l'anti-Inter

La formazione del Mazembe finalista (Foto Ansa) La formazione del Mazembe finalista (Foto Ansa)

Anche se alla fine verrà fuori il valore tecnico, «non vanno certo sottovalutati: Sanno far giocare la palla, ma un confronto sul piano tecnico è assurdo; si pensi solo agli stipendi e alla preparazione. Hanno un tecnico senegalese (Lamine N’Diaye) che ha giocato anche in Francia. Mi sembra un miracolo, rimarrà solo un bel sogno». Facciamo un passo indietro. All’inizio dicevamo di quanto fu importante l’amore: in Italia la sua fidanzata (che poi diventò sua moglie) era la figlia dell’ambasciatore del Congo in Vaticano. Nasce così l’opportunità di andare a tentare l’esperienza nel continente nero.

 

 

Rispetto al 1986, oggi l’Africa calcistica significa meno «improvvisazione» e una grande quantità di talenti allo stato puro. Puri come i minerali che abitano il territorio: «Lo Zaire viene definito lo scandalo ecologico. Questa è stata la fortuna e la sfortuna del popolo, perché quando nasci ricco, è difficile trovare la grinta. È un difetto dei congolesi: hanno la consapevolezza di avere le materie prime e, quindi, non si preoccupano di crescere». Ha visto da vicino anche il Ghana (troppo forte), quando nel 1991 sembrava ancora impossibile pensare a un’esplosione del calcio africano.