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SAMPDORIA GENOA/ Dramma e passione: ecco il derby piú derby

Senza Gasperini e senza Cassano, ma non importa, qui il derby conta anche se é di Coppa Italia

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Premessa non fondamentale: io tifo per il Grifo (e faccio pure le rime, sono poeta, romanziere, saltimbanco, ma questo non è essenziale). Solo per chiarire che l’obbiettività qui non è garantita, né dovuta. Oggi si gioca il derby di Genova, in casa, per il calendario c’è la Sampdoria, in trasferta il Genoa. È un derby un po’ in tono ridotto, non c’è più la tremendità calcistica riversata in campo dal gioco frenetico di Gianpiero “Gasperson” Gasperini (parte Genoa) e dalle magie nervose di Antonio “Fuori di melone” Cassano (parte Samp). Stesso destino per entrambi, cestinati dai rispettivi presidenti. Gasperson perché il ciclo era finito e l’antipatia tra lui e Preziosi era diventata ormai un muro spesso e invalicabile.

Ci potevano pensare prima a lasciarsi, ma l’amore è così, alla fine si trascina, quasi che pensasse di poter recuperare la passione perduta. Diverso, ma altrettanto traumatico, l’addio tra Garrone e FantAntonio, condito dal repertorio di insulti che i ragazzi di Bari Vecchia si scambiano come auguri di Natale. Il vecchio buon borghese Garrone non ha apprezzato lo show. Cassano se ne andrà. Un derby un po’ così, di transito, ma, se aveste la fortuna di entrare al Ferraris (Luigi, centromediano del Genoa morto da eroe durante la Grande Guerra) il colpo d’occhio, le coreografie, l’urlo della folla vi trascinerebbero in una dimensione mai provata altrove.