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CHELSEA INTER/ Mourinho: "Il mio cuore batte per l'Inter"

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 E uno naturalmente anche per la squadra "La partita contro il Siena rappresenta bene quello che siamo. Perdevamo e abbiamo segnato il 3-3 al 91'. Una squadra normale avrebbe detto: 'Okay, ce l'abbiamo fatta, abbiamo un punto e non abbiamo perso', ma io ho gridato ai giocatori: 'Mancano tre minuti, giocate!'. Potevamo vincere o perdere. Abbiamo vinto. Samuel mi chiedeva, 'Torno dietro?' e io ho risposto 'No, stai avanti altri tre minuti e vediamo che succede'. È stata una mia decisione, ma un allenatore può solo essere aggressivo e avere questa mentalità vincente, se sa che la risposta dei giocatori è buona".

 

Con un pensiero finale per la Champions. " In Champions, però, il discorso può essere diverso. Si tratta di dettagli, un sorteggio fortunato o sfortunato, la palla che colpisce il palo ed entra o esce, il giocatore che è squalificato e salta una partita importante, gli infortuni che lasciano la squadra senza due o tre giocatori, un errore dell'arbitro che può favorirti o penalizzarti. In campionato vince sempre la squadra più forte, perché in 365 giorni i valori vengono fuori. Sii in Champions il discorso è proprio diverso. Naturalmente, solo un'ottima squadra può vincere la Champions League, ma al momento ne vedo otto o nove capaci di farlo. È difficile fare previsioni". Che sia la volta buona?

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