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MILANO SANREMO/ Suggestioni e cronaca della "classicissima" vinta da Freire

Freire_R375_20mar10.jpg (Foto)

A Noli i due gruppi si ricompattano, ma comincia la salite delle Manie, dove la fuga di Ratti, Caccia e Piemontesi ha il suo epilogo. Sulle Manie la squadra Katusha e Pozzato fanno la corsa dura, vanno in difficoltà Cunego e Cavendish, e restano solo in 70 davanti. Sull’Aurelia, però, a mano a mano rientrano tutti, non senza faticare, e ai Capi il gruppo è di nuovo compatto. La corsa, però, si riaccende immediatamente. I Capi sono storicamente l’inizio della Classicissima, e su Capo Mele, Capo Cervo e Capo Berta la fatica comincia a farsi sentire. Dopo altri tentativi di fuga, tra cui da riportare quelli del francese Bouet e quello di Grabowsky, sul Capo Berta il gruppo comincia a marciare in fila indiana tirato dalla Liquigas. La squadra verde-blu tira il collo a tutti anche sulla Cipressa dove Cavendish si stacca definitivamente, in cima il gruppo è frammentato: pochi metri, sarebbe un attimo rimettersi insieme, ma Ginanni attacca a tutta in discesa e sgretola alle proprie spalle completamente il già rarefatto gruppo. Al rientro sull’Aurelia la corsa è ormai nel vivo: una gara bagnata e dura nella pianura padana, poi il Turchino, le trenate della Katusha sulle Manie e la lunga fila indiana su Capo Berta e sulla Cipressa hanno sortito il loro effetto: prima del Poggio i migliori sono davanti, tutti gli altri sono tagliati fuori. Un attacco del francese Offredo, e sul Poggio, ultima asperità di giornata, Garzelli fa il passo in testa. Rogers, Gilbert e Pozzato provano a scattare, seppur timidamente; Nibali, Gilbert, Ginanni e Hushovdt provano ad attaccare in discesa ma all’ingresso di Sanremo i migliori, una trentina, sono di nuovo tutti insieme.