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ROMA INTER/ Un'intera città vive il sogno scudetto: questo il sabato dei romanisti!

Pubblicazione:domenica 28 marzo 2010

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ROMA INTER - Tutto in una serata. Colorata, rumorosa, magica, incredibile. Tutto in una serata di primavera a due passi dal Tevere e dai monumenti più belli del mondo conoscibile anche se, come ha ricordato lo speaker dell'Olimpico, "questa sera il simbolo di Roma non è il Colosseo ma lo stadio". Dissacrante, esagerato. Macchè, realista!

 

Settantamila persone in marcia verso l'Olimpico, un fiume parallelo al Tevere che già diverse ore prima del match ha invaso gli stradoni adiacenti allo stadio, infischiandosene dei semafori pedonali, facendo festa e colorando strade, marciapiedi e parcheggi pieni all'inverosimile. C'era il papà con il figlio, c'era la coppia di fidanzati, il gruppo di amici fraterni, il politico famoso e l'attore della tv. Sì, d'altronde l'A.s. Roma "aristocratica e popolare" unisce tutti dentro quel tempio sacro, volgarmente chiamato stadio. Proprio così, non c'è classe sociale che tenga.

 

Il sabato pomeriggio del 27 marzo è trascorso tra spasmodiche attese e facili entusiasmi, scaramanzie e desideri di rivincita. Questo mix emozionale è confluito sugli spalti già dalle ore 16, ben dure ore prima della partita cosicché alle 17.30 il colpo d'occhio era disarmante: stadio pieno, spicchio interista compreso, tribune, curve, gente seduta pure sui gradini. Tutto perfetto, tutto pronto per una festa a cui qualcuno credeva dall'inizio, ma per la quale in molti hanno preferito stare coi piedi a terra e aspettare la fine.

 

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