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Calcio e altri Sport

ESCLUSIVA SAMPDORIA GENOA/ Francesca Mantovani: il derby, i successi e le sconfitte di una vita in blucerchiato

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La passione sportiva è una grossa eredità da gestire…

Mio papà ci ha passato i geni sportivi. Mi capita di portare a vedere le gare della Samp anche degli amici che tifano altre squadre. Mi piacerebbe assistere a un calcio senza reti e senza gabbie, ma purtroppo sono convinta che non possiamo farcela. A volte mi stupisco di essere ancora appassionata. Attorno al mondo del calcio ci sono troppe cose negative, ma è un discorso da estendere anche ai settori giovanili: è lì che bisogna lavorare sull’educazione e sul rispetto dell’avversario. Io non ho mai tifato contro gli altri, ma sempre a favore della mia squadra. L’anno scorso, ad esempio, nella finale di Coppa Italia persa contro la Lazio i tifosi della Samp hanno dimostrato di aver imparato qualcosa dallo stile di mio papà. Abbiamo perso la finale, dopo anni che non capitavano simili situazioni, e ci hanno trattenuto, senza motivo, per tre ore dentro lo stadio. E sa cosa è successo? Abbiamo cantato fino alle due di notte per i colori della nostra squadra. E’ stato bellissimo.

 

Quando nel 1993 tua madre e i tuoi fratelli presero il club lo mantennero a un buon livello, poi successero dei fatti anche incresciosi che costrinsero la tua famiglia a cedere la proprietà. A distanza di tempo, come si è spiegata questa ingratitudine di parte del tifo?

La vita è questa. Quando si vince tutto va bene, ma nel momento in cui si incomincia a perdere, non tutti riescono a capire l’amore e la dedizione che metti a disposizione. Il tempo può aiutare a comprendere. Tanti tifosi ancora oggi, quando mi riconoscono, mi dimostrano, però, affetto.

 

C’è spazio, un giorno, per un ritorno nel calcio della famiglia Mantovani?

No, ci siamo felicemente ritagliati il ruolo di tifosi. La nostra famiglia, sempre unita, ha dato molto alla Sampdoria, adesso siamo usciti e altri devono continuare. Mio fratello Enrico è stato bravissimo a passare il testimone alla migliore persona possibile (Garrone, ndr), a un genovese che tifa Samp.

 

Come si troverebbe una persona come suo padre, e più in generale la famiglia Mantovani, nel calcio del 2000?

Non ci troveremmo bene. Papà non si troverebbe bene, perché sono cambiate troppe cose. Credo sia stato un presidente speciale. Non manca solo a noi figli e ai sampdoriani, manca a tutto il calcio come figura in grado di tentare di combattere con educazione e rispetto. In giro per l’Europa lo conoscono e lo stimano. Teneva più alla coppa disciplina, al comportamento dei tifosi, che ai successi, questa è la cosa più bella che ha lasciato.