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ESCLUSIVA SAMPDORIA GENOA/ Francesca Mantovani: il derby, i successi e le sconfitte di una vita in blucerchiato

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Lei seguiva da vicino la squadra, qualcuno ha sempre raccontato che i veri allenatori, artefici dei successi, erano Vialli e Mancini, è d’accordo con questa analisi?

Nella Samp di quegli anni ognuno (presidente, allenatore e giocatori) faceva la sua parte. Il resto sono solo chiacchiere.

 

Qual è il giocatore che in questi anni ha incarnato maggiormente lo spirito blucerchiato?

Trovare un nome è difficile. Nomino, al di là del giocatore, Attilio Lombardo perché è un uomo speciale. Ci siamo sempre sentiti e siamo diventati amici.

 

Tanti successi, ma anche una cocente delusione, difficile da digerire. Penso alla finale di Coppa Campioni…

Abbiamo giocato alla pari la finale di Coppa Campioni a Londra, peccato che sia finita così (gol di Koeman su punizione, ndr), quando tutti eravamo ormai convinti di poterla spuntare ai rigori con un Pagliuca in forma strepitosa. Forse in quella partita i giocatori più rappresentativi (Vialli e Mancini) giocarono meno bene degli altri perché troppo emozionati. Dopo la gara, mio padre non si fermò alla cena e salì, triste, direttamente in camera. E’ stato un colpo durissimo, anche se mi ha sempre insegnato che potevamo dire di essere arrivati in finale. Il rammarico è quello di non aver potuto seguire la sfida, come ero abituata, accanto a lui. Anche a Berna era andata così e anche lì avevamo perso la finale.

 

Tornando alla quotidianità, come giudica, da tifosa, la stagione della Samp?

Ha disputato un’annata a fase alterna. E’ partita benissimo, poi ha avuto un periodo negativo e adesso è in lotta per il quarto posto. Apprezzo il lavoro di Del Neri e le sue scelte: il bilancio è positivo sia per il gioco espresso che per i risultati.

 

Il suo idolo di oggi?

Adoro il capitano Angelo Palombo.

 

E su Cassano cosa può dire?

Io sono innamorata dei bravi giocatori, ma anche della loro testa. Mi aspetto, a partire dal derby di questa sera, che possa ripetere l’esplosione di inizio campionato.

 

Per certi versi il fantasista barese è simile a Roberto Mancini, cosa pensa del futuro da allenatore dell’ex numero dieci blucerchiato?

Mancini è un giocatore importante che in 15 anni alla Samp ha dato e ha ricevuto molto. Sta facendo bene da allenatore, ottenendo risultati positivi.

 

(Luciano Zanardini)

 

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