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CALCIOPOLI/ Moggi chiamava gli arbitri sulle schede svizzere. Le intercettazioni

Nel processo di Napoli ci sarà anche la controffensiva dell'accusa contro Moggi

Moggi_R375_16ott08.jpg (Foto)

CALCIOPOLI - Martedì prossimo si prospettano scintille vere e proprie nel processo di Napoli per Calciopoli. Oltre alla testimonianza di Carlo Ancelotti, attuale manager del Chelsea, ci saranno altre intercettazioni rivelate dai legali di Moggi, ma soprattutto ci sarà anche la controffensiva dell'accusa denominata "schede svizzere", come riportato dalla Gazzetta dello Sport. Durante l'ultima udienza i legali di Moggi, in merito al possesso di schede svizzere dichiararono: "Non avete mai pensato che potessero servire a Moggi per parlare di trattative di mercato visto che era definito il re del calciomercato?".

 

L'ex dirigente della Juventus ha affermato di non aver mai parlato con nessun arbitro, sfidando l'accusa a "trovare intercettazioni in cui si testimonia il contrario". Invece da quanto emergerebbe dall'accusa, l'ex dirigente bianconero parlava con arbitri e designatori attraverso queste schede svizzere, in particolare sono quattro le conversazioni al centro dell'attenzione. La prima è datata 11 novembre 2004, il designatore Bergamo chiama Moggi e quest'ultimo gli fornisce il codice di ricarica di una scheda svizzera, parlando tra l'altro della mancata espulsione di Thuram, con Bergamo che il giorno dopo avrebbe dovuto scrivere le "pagelle" degli arbitri per la Gazzetta dello Sport: "Ma io dirò tutto una cosa, vedrai come te la scrivo bene la cosa", queste le parole dette da Moggi a Bergamo.

 

 

La seconda intercettazione riguarda la presunta telefonata con un arbitro ignoto, avvenuta in maniera indiretta su una linea straniera mentre l'allora dirigente della Juventus era sulla linea italiana: "Pronto!... Come ti senti oh... mi sa che domenica hanno paura a farti uscì e... e... perché gli ha detto avevi la febbre alta, te ora rassicurali poi vedo un pochino io eh…. Se non ti senti bene è meglio per quest’altra a Cagliari eh... Se no la lascia perde... Sta’ a sentì detto inter nos, inter nos mica giochiamo col Livorno e non ti devi impelagà a... Va’ tranquillo...".  

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