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ESCLUSIVA CALCIOPOLI/ Gazzoni Frascara: «Ma oggi lo chiamano Collina?». Il punto su Calciopoli 2

Giuseppe Gazzoni Frascara, foto Ansa Giuseppe Gazzoni Frascara, foto Ansa

La famosa sudditanza psicologica nei confronti dei grandi club…

La reverenza degli arbitri era cosa nota, ma non pensavo che Moggi avesse un controllo così stretto degli arbitri. Probabilmente chi conosceva bene Bergamo lo sapeva. Io non avevo contatti con i dirigenti arbitrali. Se penso a una partita, mi viene in mente Bologna-Juve (dicembre 2004) con l’arbitro Pieri (assegnò a quattro minuti dalla fine una punizione dubbia che permise alla Juve di espugnare il Dall’Ara, ndr).

In queste ultime settimane si sta ridiscutendo anche dello scudetto assegnato all’Inter. Fu una scelta ponderata?

Moratti ha una sua teoria e certo Guido Rossi non è uno stupido. Mi sembra che sia stata più una compensazione dei torti subiti in passato. Ma il punto non è questo.

Scusi, qual è?

Bisogna capire se oggi i presidenti chiamano Collina per fare le griglie. Ho visto la gara di venerdì (Inter-Juve) e sulla prima ammonizione a Sissoko… certo gli arbitri possono sbagliare.

Presidente, se il calcio l’ha nauseata, non ha mai pensato di interessarsi di uno sport diverso?

No, sono vecchio ormai (ride, nda).

 

(Luciano Febbrari)

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