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LAZIO ROMA/ Il capolavoro di Julio Sergio, Vucinic e Ranieri. Giallorossi sempre più su

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Pochi minuti più tardi sarà Julio Sergio, da vero protagonista, a dare la carica ai suoi parando il rigore di Floccari (che i tifosi romanisti continuano a ringraziare). E da lì, una nuova storia fatta di grinta e personalità, ingredienti indispensabili per la rimonta. Dal portiere all'attaccante. Quel Mirko Vucinic, bomber e trascinatore dell'attacco giallorosso, è salito in cattedra, ha messo da parte le emozioni e ha raccolto le forze mentali per segnare un rigore e una punizione perfetti, da manuale. Poi la sofferenza, gli attacchi della Lazio e la strenua resistenza giallorossa che con difensori aggiunti come Perrotta ha detto di no ai disperati (e modesti) arrembaggi biancocelesti.

 

La fine è nota a tutti. 2-1 in rimonta e ritorno al primo posto in campionato, di nuovo sopra all'Inter e al resto della banda. Un importante passo in avanti verso lo scudetto che rimane scaramanticamente innominato, ma inesorabilmente vicino e visibile ad una città intera. E questo grazie al capolavoro di un allenatore - motivatore - padre spirituale di un gruppo affiatato e voglioso di risultati.

 

Quel Claudio Ranieri "romano de Roma", per giunta di Testaccio, esperto (non anziano) come pochi, ha dato nuovamente prova della sua competenza cambiando il volto di una partita, con la mano salda sul timone e un pizzico di rischio, mandando sotto la doccia il capitano attuale e quello futuro. In barba a gerarchie e nomi pesanti, Ranieri ha pensato al bene del gruppo e ci ha visto lungo, anzi lunghissimo. Talmente tanto che ora il traguardo finale lo si vede ad occhio nudo, mentre, per scorgere la Lazio quindicesima classificata, ci vuole il binocolo.

 

(Marco Fattorini)



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