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INTER BARCELLONA/ Barca, hai visto gli "anticalcio"?

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INTER BARCELLONA - Si possono dire tante cose di Inter Barcellona, una è certa, gli uomini di Mourinho hanno vinto con merito, al netto degli errori arbitrali oggetto di titoli a 9 colonne nella giornata di ieri. Ogni mondo è paese, intendiamoci, e l'Italia tutta, noi compresi, ci siamo scagliati contro Ovrebo che aveva ostacolato il passaggio della Fiorentina contro il Bayern Monaco...

 

E' giusto ammettere il cattivo arbitraggio di ieri sera del signor Benquerennça che ha sbagliato a non segnalare il fuorigioco sul gol di Milito (che però era stato fermato un paio di volte in posizione regolare nel primo tempo) e non assegnando un rigore a Dani Alves. Mettendo tutto sulla bilancia il Barcellona è stato sfavorito. Ma se vogliamo uscire per una volta dalla logica calciopolista che sta avvelenando ormai dal 2006 il calcio italiano dobbiamo ammettere una cosa: l'Inter ha meritato la vittoria.

 

I se e i ma nel calcio possono essere infiniti ma il fatto che ogni buon cronista rileva dalla partita di ieri è che l'Inter ha ospitato quella che era considerata da tutti la “squadra più forte del mondo” e l'ha mandata a casa con 3 gol al passivo, senza farle esprimere il suo gioco sfavillante.

 

Una vittoria limpida e operaia, confezionata dai Samuel, dai Cambiasso, dai Milito che nella Liga erano solo comparse, da Eto'o, scambiato con Ibra con in aggiunta un assegno da 40 milioni, da Sneijder, che il Real non voleva più ... Mentre l'Inter correva il Barcellona si guardava allo specchio, mentre Eto'o sbuffava per due la difesa blaugrana si preoccupava di non buttare via il pallone, mai, neanche quando sarebbe servito: il bel calcio che si trasforma in ideologia piuttosto che in strumento per la vittoria. Questa la differenza tra le due squadre in campo.

 

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COMMENTI
22/04/2010 - Lovati si sbaglia. (Giuseppe Crippa)

Francesco Lovati tratteggia molto bene, nella parte finale del suo articolo, la relazione tra la squadra ed il suo allenatore. Non formula un giudizio, ma traspare comunque un machiavellico “fine che giustifica i mezzi”. Intanto vedremo: questo è stato un bel primo tempo, in cui chi ha dato di più è meritatamente in vantaggio, ma è solo un primo tempo (e di una semifinale, comunque. La coppa è ad un mese di distanza). Per me Lovati si sbaglia. Mourinho ha vinto col Porto la peggior Champions League di sempre dal punto di vista tecnico e non si è più ripetuto. Sarà così anche questa volta, anche con la società finanziariamente più drogata di ogni tempo (dice giustamente Valeron che ci sono voluti 15 anni e centinaia di miliardi per arrivare a questo punto) perché trasformare sistematicamente un gioco in una guerra contro un avversario da odiare o contro un arbitro da intimidire è davvero squallido. Così come è squallido esasperare un ragazzo dandogli dello stupido davanti a 80 mila persone.

 
22/04/2010 - Se posso dire la mia... (Juanfran Valeron)

Condivido quanto scritto da Lovati. Il punto è che Mourinho ha raggiunto il suo obiettivo: i tifosi dell'Inter sono diventati tifosi dello Special One. Per questo è bravo, gli va riconosciuto. E' vero, ha anche trasformato l'Inter in una squadra più forte e più consapevole dei propri mezzi, come si è visto martedì: gara perfetta di Lucio e attaccanti pronti al sacrificio. L'Inter ha sbagliato pochissimo (solo la distrazione di Maicon). Resto però dell'idea che esistano strade alternative al metodo dello Special One (che però funziona) e che si possa avere più calcio spettacolo dai giocatori dell'Inter (come si è visto, per esempio, nel corso dei derby milanesi). Mi auguro solo (e credo che sarà così) che i tifosi nerazzurri si ricordino di ringraziare anche chi ha speso centinaia di miliardi in 15 anni per costruire questa squadra il giorno in cui vinceranno a Madrid. Gli allenatori passano, la storia di un club resta, soprattuto quando ha più di 100 anni. E poi certo, w Davide se batte Golia. Ma a questo punto sia dato anche questo onore alla Roma nel caso vinca lo scudetto (e sono certo che la sportività dei tifosi interisti arriverà a decretare, nel caso, gli onori ai giallorossi).

 
22/04/2010 - Davide contro Golia (Daniele Chiesa)

E' una vittoria che vale perchè è la squadra più debole che vince contro la più forte. E questo solo grazie alla mentalità e al sacrificio. L'Inter è uscita stanca e dolorante, con giocatori che accusavano crampi, loro come dopo ogni partita; tuttavia questa fatica ha portato alla vittoria. Ora a Barcellona sarà ancora più difficile e quindi si starà a vedere. Il punto fondamentele di martedì è che questa vittoria è merito di un grande gruppo e di un grande allenatore, senza paura di dire il più grande. L'Inter era considerata una squadra senza carattere ed oggettivamente meno forte di almeno 4 che si sarebbero giocate la Champions, ma è ancora lì a giocarsela. Com'è possibile che non si diano i meriti all'allenatore? Lei lo ha fatto e la stimo per questo, ma purtroppo non ho letto solo il Suo articolo.