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STEFANO BORGONOVO/ "Attaccante nato", storia di un amore per la vita e per il calcio

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I tributi: Roberto Baggio ha ricordato di quando alla Fiorentina ballava con Borgonovo. Scherzava, anche lì, a suon di barzellette. E soprattutto segnava e faceva segnare: 16 gol + 16. 32 quelli di questa coppia dell’area di rigore nella stagione 1988- 1989 nella squadra viola. Come dice Baggio il grande merito di Borgonovo è anche quello di aver avuto il coraggio di mettere in pubblico il suo dolore. Marcello Lippi ha rivelato di come Borgonovo gli abbia confessato la sua grande emozione quando Grosso segnò il rigore decisivo della vittoria del Mondiale in Germania.

 

Massimo Moratti ha testimoniato che Borgonovo è per noi un esempio importante mentre Paolo Maldini ha detto che all’inizio aveva pianto quando aveva visto Borgonovo, ma ora il suo atteggiamento nei confronti della vita ha dato forza anche a lui. Franco Baresi ha parlato del Borgonovo giocatore, che lavorava divertendosi e della profonda amicizia che lo lega a lui e ancora sono intervenuti Demetrio Albertini, Stefano Eranio, il suo procuratore Carlo Pallavicino, Gigi Cagni, Massimo De Luca, Fabio Guadagnini, il suo scopritore, il talent scout Mino Favini e Andrea Della Valle.

 

E infine la moglie Chantal che ha raccontato di come questa vicenda abbia cambiato la vita della famiglia Borgonovo. Già, come si legge sulla copertina del libro, “Il successo nel calcio, una famiglia felice. Ma la SLA ferma tutto, imprigiona l’ anima. Che grida, non rassegna, dà battaglia". Si sono conosciuti quando lei aveva 15 anni e lui 17. Stefano è sempre lo stesso e il loro rapporto è sempre uguale, anche adesso. Chantal è una donna straordinaria e la vita, come dice Borgonovo, è la cosa più bella che esiste. Non ci sono "stronze" che tengano.

 

(Franco Vittadini)



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