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CALCIOPOLI/ Sentenza Giraudo: "Dati certi di associazione a delinquere". Scarica il file integrale con le motivazioni della condanna depositate oggi

Pubblicazione:lunedì 26 aprile 2010

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CALCIOPOLI – Dati certi dell’esistenza di un’associazione a delinquere che condizionava il mondo del calcio italiano. E’ questo il cuore centrale delle motivazioni della sentenza con rito abbreviato, svoltasi lo scorso 14 dicembre e che ha portato alla condanna di Antonio Giraudo a tre anni. «L'esistenza dell'associazione e la sua penetrante efficacia - si legge nella 202 pagine depositate oggi - risultano dimostrate con chiarezza anche nell'esercizio di questo potere di veto, espresso da Moggi, ma che coinvolgeva per logica l'intero gruppo che aveva grande potere sulla categoria degli ufficiali di gara, militandovi anche i designatori ed il massimo vertice dell'Aia oltre che Giraudo». Secondo il gup Eduardo de Gregorio la "cupola" aveva a disposizione alcuni arbitri e guardalinee compiacenti oltre ad essere in stretto rapporto con i vertici dell'Aia.

 

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