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Calcio e altri Sport

ROMA SAMPDORIA/ I dubbi sull’arbitro Damato: interista e fan di Cassano

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Tutto era cominciato una dozzina di anni fa in una partita tra ragazzini al vecchio stadio di Barletta. Per gioco, tra l’altro, visto che l’oggetto del desiderio non erano tanto i cartellini e il fischietto quanto la tessera per entrare gratuitamente allo stadio (un classico per gli arbitri alle prime armi). Con il tempo, invece, è nata ed esplosa la passione. Nel mezzo ci sono state belle esperienze vissute, tanti nuovi posti conosciuti e fortunatamente nessun’aggressione (un altro classico, purtroppo, sui campi cosiddetti minori).

 

Antonio ne ha visti davvero tanti di calciatori. La maggior parte, racconta, ha appeso “le scarpe a qualche tipo di muro e adesso vive dentro un bar”. Qualcun altro non ha avuto paura di tirare un calcio di rigore, invece, e adesso gira in serie A. Nomi? Pinzi dell' Udinese, Marazzina (la sorpresa del Chievo), Daniele Conti (il figlio del grande Bruno). E naturalmente Antonio Cassano.

 

Com’era? Praticamente com’è oggi. Dribblomane, sfrontato con i compagni, ma educato e disciplinato con il direttore di gara. “Un signore”, per Antonio. Che ricorda anche con piacere le giocate di Mitri del Martina Franca e di Stroppa, ai tempi del Foggia di Zeman, incontrato in un’amichevole contro il San Severo.

 

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