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ROMA SAMPDORIA/ I dubbi sull’arbitro Damato: interista e fan di Cassano

Pubblicazione:lunedì 26 aprile 2010

Damato_Roma_SampdoriaR375.jpg (Foto)

Tutto era cominciato una dozzina di anni fa in una partita tra ragazzini al vecchio stadio di Barletta. Per gioco, tra l’altro, visto che l’oggetto del desiderio non erano tanto i cartellini e il fischietto quanto la tessera per entrare gratuitamente allo stadio (un classico per gli arbitri alle prime armi). Con il tempo, invece, è nata ed esplosa la passione. Nel mezzo ci sono state belle esperienze vissute, tanti nuovi posti conosciuti e fortunatamente nessun’aggressione (un altro classico, purtroppo, sui campi cosiddetti minori).

 

Antonio ne ha visti davvero tanti di calciatori. La maggior parte, racconta, ha appeso “le scarpe a qualche tipo di muro e adesso vive dentro un bar”. Qualcun altro non ha avuto paura di tirare un calcio di rigore, invece, e adesso gira in serie A. Nomi? Pinzi dell' Udinese, Marazzina (la sorpresa del Chievo), Daniele Conti (il figlio del grande Bruno). E naturalmente Antonio Cassano.

 

Com’era? Praticamente com’è oggi. Dribblomane, sfrontato con i compagni, ma educato e disciplinato con il direttore di gara. “Un signore”, per Antonio. Che ricorda anche con piacere le giocate di Mitri del Martina Franca e di Stroppa, ai tempi del Foggia di Zeman, incontrato in un’amichevole contro il San Severo.

 

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