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ROMA SAMPDORIA/ Le lacrime di Mexes e la sconfitta in una serata quasi memorabile

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LACRIME E RIMPIANTI. Non è bastata la prova corale dell'attacco giallorosso (Totti e Menez su tutti) per restituire il vantaggio e il sorriso all'undici di Ranieri tanto che, a fine gara, sul volto di Mexes e Cassetti seduti in panchina sono spuntate le lacrime, figlie di un rammarico per un sogno scudetto inseguito e amato con cura e dedizione nell'arco di questo straordinario campionato. Le lacrime dei giocatori, gli sguardi bassi, la voce quasi commossa di Rosella Sensi e l'abbraccio caloroso dell'Olimpico che, a fine gara, ha continuato ad applaudire i suoi beniamini. Perché, nonostante la defaiance di domenica, il bilancio di questo girone e del campionato giallorosso non può che essere sorprendente, di quelli che mai nessuno si sarebbe immaginato. Tifosi compresi.

 

L'EPILOGO. L'amaro in bocca per la sconfitta, che si traduce nel secondo posto, è ancora di più perché rappresenta l'esito immeritato di una partita giocata ad alti livelli nel corso della quale la formazione di Ranieri ha mostrato tutta la sua voglia di vincere, meritando i tre punti ma, un po' per le occasioni perse, un po' per la sfortuna e la prontezza della Sampdoria, si è ritrovata senza nulla in tasca, raccogliendo meno di quanto seminato. E tralasciando una direzione arbitrale (3 episodi da rigore) che, analizzata a freddo, non può ritenersi la migliore possibile per un big match del calibro di Roma-Samp . Ma questa è un'altra storia. Ora il campionato va onorato fino in fondo, nelle prossime tre giornate, nonostante tutto, perché questa Roma, a prescindere dai calcoli, ha parlato di calcio da vera maestra e lo ha fatto con il cuore e con i gol.

 

(Marco Fattorini)

 

 

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