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Calcio e altri Sport

CALCIO IN CRISI/ Platini contro Premier League: «Basta liberismo»

Il presidente della Fifa critica il comportamento disinvolto di alcuni club, soprattutto britannici

Platini_R375_2lug09.jpg(Foto)

Michel Platini spara a zero contro la Premier League, basta con il "liberismo" della prima divisione inglese quindi, anche se rifiuta l'accusa di anglofobia. Nello stesso tempo indica le sue favorite per il Mondiale 2010, in cui mette anche l'Inghilterra. Il presidente dell'Uefa ha parlato in un'intervista esclusiva concessa al Times, rilanciando il suo progetto di fair-play finanziario per un calcio all'insegna della sostenibilità economica. Per evitare che succedano ancora casi come quello del Portsmouth, il primo club della massima serie inglese caduto in amministrazione controllata.

«Il problema non è l'Inghilterra, amo questo paese e i suoi tifosi. Abbiamo problemi anche in altre nazioni, Ucraina, Repubblica Ceca, Francia, Russia. Il 'Financial Fair Play' è un modo per lavorare con i club con l'obiettivo di aiutarli. Non sto dicendo che il Manchester United non può giocare in Champions League. Se paga i suoi debiti (oltre 700 milioni di sterline), non ci sono problemi. Non sono contrario all'indebitamento, ma alle perdite. Nel giugno 2012 presenteremo la nostra riforma che si ispira ad una filosofia semplice: non si può spendere più di quanto si generi. E tutti i club sono d'accordo». E sul fatto che i club della Premier totalizzano insieme più della metà della somma dei debiti di tutti gli altri club europei, Platini esprime il suo punto di vista. «Non sono d'accordo con il grande liberismo del calcio inglese. Non sono un esperto di finanza ma era chiaro da tempo che un club come il Portsmouth fosse nei guai, a rischio bancarotta. Quando ero giovane ricordo gente senza soldi che comprava le Ferrari. E grazie alle Ferrari potevano uscire con le ragazze più belle. Non è corretto! E così accade nel calcio: non hai soldi ma compri i giocatori migliori. Alla fine il risultato del campo viene alterato».