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ESCLUSIVA CALCIOPOLI/ Ostellino: «Indagine da bar sport». Il futuro della Juve: Agnelli, Moggi e Del Piero

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In tutto questo marasma sembrano un po’ tardive le dichiarazioni dei calciatori (vedi Del Piero sulla restituzione degli scudetti), troppo timidi di fronte all’onda di calciopoli. Non bisogna dimenticarsi che «i calciatori sono dipendenti. Avevano capito il silenzio-assenso della Juve, avevano capito che dietro questo silenzio c’era l’interesse della proprietà». E adesso? «Adesso i giocatori hanno più coraggio. Ma perché nessuno è andato a vedere l’interesse degli azionisti della Juve e della Fiat. Perché nessuno si è accorto dell’esito della faida interna alla famiglia e alla proprietà?».

 

Ai più attenti non sarà sfuggito che alla vigilia di quell’estate incriminata, «ci fu un grande movimento di azioni in Borsa. I giocatori riflettono i giochi di potere dietro la Fiat e la Juventus». Alla resa dei conti in casa bianconera si era affiancata anche una presa di posizione netta della politica con la scelta di mettere commissario straordinario della Figc Guido Rossi, «un avvocato d’affari e non di sport, un consigliere dell’Inter: questo dà l’idea di quello che c’era dietro. Siamo un Paese assurdo». Il tempo è galantuomo. Questa la speranza dei tifosi bianconeri. Resta il fatto che la Juventus, dopo un’amara retrocessione, fatica a riprendersi, segno che chi prima era al timone (Moggi e Giraudo) non era proprio così sprovveduto. In molti si interrogano sul futuro di una società senza esperienza che fatica a decollare, a questo proposito Piero Ostellino si augura che «John (Elkann, nda), a cui non interessa la Juve e più in generale lo sport, ceda la società ad Andrea Agnelli, nomini presidente operativo Alessandro Del Piero e faccia ritornare Luciano Moggi. Questa è l’unica maniera per ripartire», cioè riportare indietro le lancette dell’orologio.

 

(Luciano Zanardini)



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