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ESCLUSIVA PETRUCCI/ Inter Roma Milan che sfida scudetto! Lo sport azzurro a 360 gradi

Pubblicazione:venerdì 9 aprile 2010

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Meglio uno sport che metta al primo posto la pratica agonistica o uno sport che privilegi le vittorie?

Tutto è finalizzato alla vittoria ma voglio ricordare che senza pratica agonistica non nascono i campioni e quindi non si ottengono i risultati. Ritengo che i due aspetti siano legati in modo inscindibile. L'obiettivo del CONI, in base anche ai dati forniti attraverso il rapporto Sport e Società realizzato in collaborazione con il Censis, è quello di incrementare il numero dei praticanti e ridurre la percentuale di sedentari. Questa logica è l'unica che, a lunga scadenza, garantisce medaglie e successi.

 

C'è poi la piaga del razzismo. Cosa ne pensa? E come si pone di fronte a tutti quegli atleti italiani nati da genitori stranieri?

Il razzismo va combattuto, ci sono leggi specifiche che consentono la sospensione della partita nel calcio e altri strumenti per reprimere fenomeni di intolleranza. Noi ci battiamo per l'integrazione di ogni atleta, chiaramente anche di quelli nati da genitori stranieri.

 

Cosa si può fare per evitare la piaga del doping nello sport professionistico?

Continuare a combattere con ogni mezzo a disposizione, seguendo alla lettera le disposizioni della WADA e perseguendo con efficacia gli intenti programmatici del Comitato Olimpico che rappresento. La battaglia al doping è un nostro fiore all'occhiello: anche recentemente abbiamo vinto al TAS la querelle con il ciclista spagnolo Valverde, dimostrando la correttezza del nostro operato in ambito internazionale. Siamo per il rispetto delle leggi, disponiamo controlli a sorpresa, investiamo nella ricerca e nelle metodologie. Certamente non ci fermiamo agli atleti, ma anche a chi diffonde pratiche illecite, e quindi coinvolgiamo dirigenti e tecnici. Prima delle Olimpiadi abbiamo fatto firmare un giuramento in questo senso, mettendo anche una penale per chiunque avesse violato il patto. Siamo e continueremo a essere inflessibili.

 

Negli Usa e in altri paesi c'è un connubio ideale tra sport e scuola. Come deve cambiare in Italia il rapporto tra sport e scuola?

Deve cambiare. Per questo abbiamo firmato il protocollo con il MIUR, dopo tanti anni di attesa. Di questo ringrazio il ministro Gelmini, ora spero arrivino i risultati e mi auguro che il progetto pilota decolli. Dobbiamo colmare il gap con gli altri paesi e iniziare una nuova epoca sotto il profilo agonistico. C'è bisogno di applicazione e tenacia ma la strada intrapresa mi soddisfa.

 

(Franco Vittadini)



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