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ESCLUSIVA BARI GENOA/ Bocchetti: sogno una chiamata di Lippi. Il futuro? Ho 3 anni di contratto...

Pubblicazione:sabato 1 maggio 2010

Bocchetti e Sokratis in allenamento (Foto Genoa acfc.it) Bocchetti e Sokratis in allenamento (Foto Genoa acfc.it)

BARI GENOA - Il campionato del Genoa sta volgendo al termine con il Grifone impegnato nella lotta per un posto in Europa League. Salvatore Bocchetti, in esclusiva per ilsussidiario.net,  ci ha raccontato la stagione dei liguri, la sua esperienza con il Genoa, i sogni nel cassetto, il rapporto con Napoli e il mercato...

 

La tua carriera in questi anni è stata in ascesa, sei passato dal Frosinone al Genoa ed in più è arrivata la chiamata della Nazionale...

Diciamo che ho bruciato le tappe e per questo devo ringraziare i dirigenti del Genoa che mi hanno scoperto qualche anno fa quando giocavo nel Frosinone.

 

Di te si dice che sei un uomo spogliatoio, capace già di fare da "chioccia" ai giovani nonostante la giovane età (classe 86'), inoltre grazie alla sua conoscenza dell'inglese e dello spagnolo sei stato di grande aiuto per i vari Sokratis e Palacio. Confermi?

Certamente, è stato naturale aiutare alcuni ragazzi della Primavera perchè la stessa cosa è successa a me nei primi tempi al Genoa. Per quanto riguarda Sokratis e Palacio li ho potuti aiutare grazie alla conoscenza di alcune lingue ma sono stati bravi loro ad integrarsi perfettamente non solo in campo ma anche nello spogliatoio.

 

Tu sei molto amico di Criscito che come te potrebbe essere convocato da Lippi per i Mondiali. Parlate spesso di questo argomento?

Ci teniamo entrambi alla chiamata di Mister Lippi, perchè è il sogno di ogni calciatore italiano. Ogni tanto parliamo di questo ma siamo concentrati sul campionato del Genoa perchè solo attraverso buone prestazioni con la maglia del nostro club che si può arrivare in Nazionale.


Il tuo primo gol in Serie A e con la maglia del Genoa è arrivato circa un mese fa e tu hai esultato mimando il cuore "stile Pato". A chi era dedicato?

Il gol era dedicato alla mia ragazza che era a Napoli e che mi aveva chiesto di dedicarle un gol. Mi ha portato fortuna ed ho mantenuto la promessa. Oltre a lei è stato un gol da dedicare al nostro dirigente Capozucca che è stato molto importante per me in questi anni al Genoa.


Con l'infortunio di Dainelli tu ha dovuto cambiare ruolo, passando da marcatore nei tre di difesa a libero, anche se spesso arrivavi a marcare i trequartisti come Sneijder e Cossu, rimendiando comunque bei voti in pagella. Come ti sei trovato in questo nuovo ruolo?

Per me è stato facile ambientarmi subito grazie a mister Gasperini che ci ha insegnato tanto a livello di movimenti difensivi. Ormai ogni difensore del Genoa sa perfettamente i movimenti da eseguire in difesa, ecco perchè non ho trovato particolari problemi a giocare come libero e non troverei problemi in una difesa a quattro.

 

La stagione del Genoa è stata altalenante, siete partiti bene ma poi c'è stato un calo. Cosa è successo?

Onestamente alcuni punti all'inizio li abbiamo persi per l'Europa League, non eravamo abituati al doppio impegno. Siamo partiti con tanto entusiasmo ma poi le gare ravvicinate ci hanno tolto un po' di lucidità. Poi ci siamo ripresi ma nel finale abbiamo sbagliato qualche partita di troppo in casa.


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